Il Vectrex torna in vita: la console retrò che conquista gli under 30

Cédric Ingrand ci porta in un viaggio nel tempo con un oggetto che molti under 30 non conoscono: il Vectrex, una delle primissime console per videogiochi. Lanciata nel 1982, la console cessò di essere venduta già nel 1984, dopo il crollo del mercato dei videogiochi. «Pensavamo fosse morta per sempre, ma questo è successo prima che un francese la resuscitasse», spiega il giornalista specializzato in digitale e innovazione.
A riportarla in vita è stato David Oghia, appassionato di videogiochi e collezionista di console, che ha realizzato una versione mini del Vectrex, fedele all’originale ma con alcuni aggiornamenti tecnologici.
Nostalgia e crowdfunding: la chiave del successo
Per rendere possibile il progetto, Oghia ha puntato su nostalgia e fedeltà al design originale, ma senza risorse industriali ha lanciato una campagna di crowdfunding online. L’iniziativa, inizialmente pensata per raccogliere qualche decina di migliaia di euro, ha superato ogni aspettativa: 1,2 milioni di euro raccolti in pochi giorni e oltre 6.000 console vendute.
Design originale e aggiornamenti tecnologici
La versione mini mantiene alcune caratteristiche iconiche: ogni gioco è dotato di una piccola pellicola colorata per aggiungere effetti visivi, come nell’originale. La differenza principale è lo schermo: prima oscilloscopico in bianco e nero, ora è un LED moderno, che migliora visibilità e resa grafica.
Prezzo accessibile e mercato retrò
Acquistare un Vectrex oggi non richiede un investimento enorme. La console, che all’epoca costava l’equivalente di 380 euro, è oggi venduta intorno ai 150 euro. Non è l’unica a tornare sul mercato: molti produttori hanno rilanciato versioni mini dei loro classici, come Nintendo con mini NES e mini Super NES.
Il ritorno del Vectrex dimostra che la passione per il vintage e i videogiochi continua a muovere collezionisti e nuove generazioni, combinando nostalgia e innovazione tecnologica.
















