Convinti che sia “dotata”, i genitori intraprendono un’azione legale per far saltare una classe alla figlia

“Chi non ha mai pensato che il proprio figlio fosse particolarmente dotato?” Una domanda che molti genitori potrebbero porsi. In Svizzera, però, una coppia ha deciso di trasformare questa convinzione in una battaglia legale.
Il caso riguarda una bambina di cinque anni, iscritta all’asilo, i cui genitori nel gennaio 2025 hanno chiesto ufficialmente che potesse saltare una classe. Erano convinti che la figlia fosse particolarmente dotata e che si annoiasse a scuola, come riportato dalla stampa locale.
La piccola è stata quindi valutata da uno psicologo scolastico, che ha concluso che non vi fossero i presupposti per anticipare il passaggio alla primaria: la bambina risultava leggermente al di sopra del livello medio dei compagni, ma non sufficientemente matura per affrontare la scuola elementare.
Una risposta che non ha soddisfatto i genitori, i quali hanno avviato un’azione legale presentando diversi ricorsi. Alla fine hanno ottenuto ragione: la figlia è stata ammessa in via provvisoria alla scuola primaria a partire da settembre 2025.
Tuttavia, dopo alcuni mesi di frequenza e una valutazione dei progressi, gli insegnanti hanno segnalato difficoltà. Secondo quanto emerso, la bambina richiedeva un’attenzione eccessiva in classe e non stava beneficiando del passaggio anticipato. È stato quindi deciso di farle ripetere l’ultimo anno di scuola dell’infanzia; il prossimo anno proseguirà il percorso scolastico insieme ai coetanei.
I genitori hanno annunciato l’intenzione di rivolgersi al Tribunale federale, come riportato dal quotidiano svizzero Neue Zürcher Zeitung. La vicenda riaccende il dibattito sulle aspettative familiari e sulla reale diffusione della plusdotazione: se molti genitori sono convinti di avere in casa un piccolo genio, nella maggior parte dei casi le valutazioni specialistiche raccontano una realtà più sfumata.
















