Bassano – Valvola mitrale riparata senza bisturi: intervento innovativo salva un paziente

L’équipe diretta dalla dott.ssa Giovanna Erente ha svolto la procedura su una paziente di 86 anni
non candidabile all’intervento cardiochirurgico: la donna è stata così curata per un grave scompenso cardiaco cronico che avrebbe altrimenti avuto esito fatale
La Cardiologia dell’ospedale San Bassiano taglia un altro traguardo: per la prima volta a Bassano è stata infatti eseguita in Emodinamica una procedura di riparazione della valvola mitrale del cuore.
L’intervento è stato eseguito su una paziente di 86 anni residente nel territorio dell’ULSS 7 Pedemontana, affetta da un grave scompenso cardiaco cronico e non candidabile per un intervento di cardiochirurgia tradizionale a causa della sua età avanzata.
«Come tipicamente avviene in Emodinamica – spiega la dott.ssa Giovanna Erente, direttore dell’U.O.C. Cardiologia di Bassano che ha svolto l’intervento – la procedura è stata svolta per via percutanea, dunque utilizzando un catetere inserito dalla vena femorale. Da lì siamo risaliti fino all’atrio sinistro del cuore, dove si trova appunto la valvola mitrale. Quando questa non funziona correttamente, si determina un’alterazione nella circolazione del sangue con conseguente compromissione della funzione polmonare. I pazienti vanno così incontro a ripetuti accessi in ospedale, spesso anche con ricoveri in rianimazione, e in generale la loro qualità di vita è gravemente compromessa: la riparazione della valvola mitrale è dunque una procedura che ha un impatto significativo sia sull’aspettativa di vita di questi pazienti, sia sulla qualità della loro vita».
Nel caso specifico, l’intervento è consistito nell’applicazione di una clip valvolare mitralica (MitraClip), una sorta di “graffetta” che unisce i lembi della valvola e fa sì che questa torni a chiudersi correttamente.
«La procedura è stata svolta in anestesia generale ed è durata circa due ore – conclude la dott.ssa Erente -. Non ci sono state complicazioni e ci aspettiamo di dimettere la paziente già dopo tre giorni».
L’esecuzione di questa ulteriore procedura conferma così il percorso di crescita intrapreso dall’Emodinamica del San Bassiano, come sottolinea il Direttore Generale dell’ULSS 7 Pedemontana Carlo Bramezza: «Nell’ultimo anno e mezzo l’Emodinamica dell’ospedale di Bassano ha registrato una crescita di assoluto rilievo, con l’introduzione di diverse procedure che non erano mai state svolte prima. Questo è innanzitutto un bene per i pazienti, che possono essere curati nell’ospedale vicino a casa, mentre in passato dovevano rivolgersi ad altre strutture fuori dalla nostra Azienda, ma sta creando anche un circolo virtuoso per la crescita a 360° della Cardiologia di Bassano, perché la possibilità di apprendere queste tecniche all’avanguardia attira anche nuovi specializzandi e giovani specialisti e questo ha consentito di costruire, sotto la guida della dott.ssa Erente, un’équipe numericamente più ampia, ma anche meglio preparata e altamente motivata».
















