9 Maggio 2026 - 11.23

Minivan nel canale a Chioggia, tragedia all’alba: tre braccianti morti, sei salvati

CHIOGGIA — Drammatico incidente all’alba di sabato 9 maggio a Ca’ Lino, lungo l’idrovia Sant’Anna, nel territorio di Chioggia. Un minivan con a bordo nove lavoratori agricoli è uscito di strada finendo ribaltato in un canale: tre uomini hanno perso la vita, mentre altre sei persone sono riuscite a mettersi in salvo autonomamente prima dell’arrivo dei soccorsi.

L’allarme è scattato intorno alle 6.30, dopo la segnalazione di un passante che ha notato il furgoncino immerso nell’acqua tra Strada Margherita e via Vecchio Brenta. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Chioggia e Cavarzere, supportati dal nucleo regionale dei sommozzatori di Venezia e dall’autogrù arrivata da Mestre. Presenti anche i sanitari del Suem 118, i carabinieri e la polizia locale.

Dopo circa due ore di ricerche, i sommozzatori hanno recuperato dal mezzo i corpi senza vita di tre uomini rimasti intrappolati nell’abitacolo. Le vittime sarebbero operatori agricoli di origine nordafricana, diretti nei campi della provincia di Rovigo per iniziare la giornata lavorativa.

Secondo le prime ricostruzioni, il minivan avrebbe perso il controllo autonomamente senza il coinvolgimento di altri veicoli. La dinamica dell’incidente è ora al vaglio degli investigatori, mentre sul luogo della tragedia è arrivato anche il sindaco di Chioggia, Mauro Armelao. Essendo un incidente avvenuto durante il tragitto verso il lavoro, è atteso anche l’intervento del nucleo ispettorato del lavoro dei carabinieri.

Le sei persone sopravvissute sono riuscite a uscire dal furgone prima che il veicolo sprofondasse completamente nel canale. In un primo momento i dispersi risultavano essere tre, poi ritrovati all’interno del mezzo una volta riportato sulla carreggiata grazie all’autogrù dei vigili del fuoco.

La tragedia ha immediatamente acceso il dibattito sulle condizioni di lavoro e di trasporto dei braccianti agricoli. In una nota, Cgil Venezia e Flai Cgil Venezia hanno chiesto accertamenti urgenti sulle modalità di impiego e sul trasporto dei lavoratori coinvolti. I sindacati denunciano da tempo l’utilizzo di furgoni non autorizzati per il trasferimento dei braccianti, definendolo uno degli aspetti più pericolosi del fenomeno del caporalato.

«Tre lavoratori morti all’alba su un furgone diretti al lavoro mostrano la brutalità di un sistema che continua a produrre sfruttamento e insicurezza», hanno dichiarato i segretari Daniele Giordano e Alessandra Frontini, chiedendo maggiori controlli nei settori agricolo, logistico e cantieristico.

Anche il segretario generale della Uil Veneto, Roberto Toigo, è intervenuto sulla vicenda parlando di “numeri inaccettabili” per quanto riguarda le morti sul lavoro e gli incidenti in itinere. «Non si può continuare a morire andando a lavorare», ha affermato, ricordando che in Veneto dall’inizio dell’anno si contano già decine di vittime legate all’attività lavorativa.

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