5 Maggio 2026 - 11.11

Veneto – Imprenditore fermato mentre stava per fuggire a Dubai: falso giro di fatture e soldi puliti all’estero

Un imprenditore veneto residente a Dubai è stato fermato mentre stava per lasciare nuovamente l’Italia, nell’ambito di una vasta indagine su una presunta frode carosello internazionale. L’operazione è stata eseguita dai Finanzieri del Comando Provinciale di Venezia su ordine della Procura Europea.

L’uomo è indiziato di aver riciclato e reimpiegato i proventi di un’articolata frode fiscale, messa in piedi da una struttura criminale di origine asiatica. Il sistema illecito avrebbe generato un giro milionario di fatture false, successivamente “ripulite” attraverso canali societari e finanziari esteri.

Il ruolo dell’imprenditore nel sistema di riciclaggio

Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e dal 2° Nucleo Operativo Metropolitano di Venezia, erano inizialmente concentrate sulla ricostruzione della frode fiscale. Gli investigatori hanno però individuato una figura centrale nel riciclaggio dei proventi: proprio l’imprenditore fermato.

Secondo quanto emerso, l’indagato avrebbe approfittato della propria residenza negli Emirati Arabi Uniti per gestire i flussi di denaro. In Italia riceveva contanti dal sodalizio criminale e poi li trasferiva all’estero, mettendo in atto operazioni finanziarie finalizzate a ostacolare la tracciabilità dell’origine illecita dei fondi.

La rete societaria in Slovenia e il flusso di denaro

Il denaro sarebbe stato successivamente reinvestito attraverso una società con sede in Slovenia, ritenuta priva di reale operatività. Questa struttura importava merci da fornitori extracomunitari — tra cui Cina, Turchia ed Emirati Arabi Uniti — per poi rivenderle a imprese italiane compiacenti, alimentando così il meccanismo della frode carosello.

Il fermo in aeroporto e i sequestri

Alla luce dei gravi indizi raccolti e del rischio concreto di fuga, considerato che l’indagato si trovava da pochi giorni in Italia ed era in procinto di espatriare, il Procuratore Europeo ha disposto il fermo di indiziato di delitto e il sequestro preventivo d’urgenza di oltre 4,6 milioni di euro.

L’operazione si è conclusa all’aeroporto di Venezia-Tessera, dove i Finanzieri hanno bloccato l’uomo mentre stava per imbarcarsi verso Dubai. Durante il controllo sono stati sequestrati anche un wallet di criptovalute del valore di oltre 750.000 euro, circa 6.000 euro in contanti e un’automobile di lusso. Il supporto tecnico è stato fornito da militari specializzati del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche.

La decisione del giudice

Il Giudice per le Indagini Preliminari di Venezia ha successivamente convalidato il fermo, accogliendo la ricostruzione della Procura Europea e disponendo la misura cautelare nei confronti dell’imprenditore.

Le indagini proseguono per ricostruire l’intera rete internazionale coinvolta nella frode e identificare ulteriori soggetti collegati al sistema di riciclaggio.

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Testata Street Tg Autorizzazione: Tribunale Di Vicenza N. 1286 Del 24 Aprile 2013

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