27 Aprile 2026 - 12.30

Veneto – Scoperta banca clandestina da 40 milioni: maxi retata contro il “sistema cinese” tra usura, cripto e gioco d’azzardo

Al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Padova, le Fiamme Gialle dei Comandi Provinciali di Venezia e Padova hanno eseguito una vasta operazione che ha portato all’emissione di misure cautelari personali e reali nei confronti di un presunto sodalizio criminale di matrice cinese.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, si tratterebbe di un’associazione a delinquere ritenuta responsabile della gestione di una banca clandestina operativa a Padova, utilizzata per riciclare ingenti proventi derivanti da evasione fiscale, usura e abusiva attività bancaria e finanziaria.

Sono 21 gli indagati complessivi. Di questi, 17 sono stati raggiunti da misure restrittive della libertà personale: 7 in carcere, 5 agli arresti domiciliari e 5 con obbligo di dimora.

Parallelamente, è in corso il sequestro preventivo di beni per oltre 40 milioni di euro, tra cui denaro contante, disponibilità finanziarie, criptovalute, immobili, auto di lusso, orologi e gioielli.

La “banca clandestina” e il sistema del denaro occulto

Le indagini avrebbero fatto emergere l’esistenza di una vera e propria banca occulta, attiva almeno dall’aprile 2025 e riconducibile al fenomeno dell’“Underground Banking”, cioè circuiti finanziari informali e illegali su scala transnazionale.

La struttura sarebbe stata dotata di videosorveglianza, casseforti e macchine conta-soldi, e avrebbe gestito quotidianamente ingenti flussi di denaro contante proveniente da attività illecite. I soldi, secondo gli investigatori, venivano poi reinvestiti in operazioni illegali, tra cui prestiti usurari con tassi fino al 120% annuo, conversioni in criptovalute e pagamenti in nero.

L’organizzazione era gestita da tre soci principali, coadiuvati da dipendenti e cassieri. Questi ultimi annotavano ogni operazione su registri interni e si occupavano della movimentazione del denaro.

Rete internazionale e società “fantasma”

Il sistema si basava su una rete di società “cartiere”, create per emettere fatture inesistenti e generare crediti fiscali fittizi. Attraverso questi schemi sarebbero stati movimentati decine di milioni di euro.

Il denaro veniva trasferito anche all’estero, con triangolazioni in diversi Paesi europei tra cui Germania, Francia, Lituania, Lussemburgo e Regno Unito, fino alla destinazione finale in Cina.

Le indagini hanno inoltre documentato l’utilizzo di documenti d’identità falsi o intestati a terzi, utilizzati per aprire conti correnti e società.

Bische clandestine e centri di raccolta

Accanto alla banca, gli investigatori hanno scoperto anche una bisca clandestina attrezzata per il gioco d’azzardo, dove veniva utilizzato anche denaro ottenuto in prestito.

Sono stati individuati inoltre diversi centri di raccolta del contante tra Padova e provincia, tra cui abitazioni private e locali all’interno del Centro Ingrosso Cina di Padova.

L’indagine

L’operazione è stata condotta con il coinvolgimento di oltre 200 militari della Guardia di Finanza, con il supporto dello SCICO, unità cinofile specializzate e reparti per le indagini digitali.

Le indagini sono partite dal controllo economico del territorio nella zona industriale di Padova e da anomalie nei flussi finanziari segnalati come sospetti.

Seguendo le tracce del denaro, spesso nascosto in valigie, scatole o borse, gli investigatori sono riusciti a ricostruire la rete del presunto sodalizio.

Reati contestati

Gli indagati devono rispondere, a vario titolo, di associazione a delinquere, riciclaggio, autoriciclaggio, usura, abusiva attività bancaria e finanziaria, emissione di fatture false, trasferimento fraudolento di valori e altri reati economico-finanziari, aggravati dalla dimensione transnazionale delle condotte.

Le indagini proseguono per definire ruoli e responsabilità all’interno di un sistema criminale che, secondo gli inquirenti, avrebbe operato in modo strutturato tra Italia, Europa e Cina.

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Testata Street Tg Autorizzazione: Tribunale Di Vicenza N. 1286 Del 24 Aprile 2013

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