Scandalo politico in Spagna: moglie del premier Pedro Sánchez accusata di corruzione e traffico di influenze

La moglie del primo ministro spagnolo Pedro Sánchez, Begoña Gómez, è stata incriminata insieme ad altre due persone al termine di un’indagine giudiziaria avviata da un gruppo con presunti legami con l’estrema destra.
Gómez, 55 anni, è accusata di appropriazione indebita, traffico di influenze, corruzione negli affari e malversazione di fondi. L’inchiesta, durata circa due anni e condotta da un giudice di Madrid, riguarda presunti utilizzi impropri della sua posizione di moglie del premier per ottenere incarichi e favori professionali.
Secondo le accuse, avrebbe sfruttato la sua influenza per ottenere e gestire un incarico presso l’Università Complutense di Madrid, utilizzando anche risorse pubbliche e relazioni personali per promuovere interessi privati. Nell’inchiesta risultano coinvolti anche la sua assistente personale Cristina Álvarez e l’imprenditore Juan Carlos Barrabés, anch’essi formalmente incriminati. Tutti gli interessati hanno negato ogni addebito.
L’indagine è nata da una denuncia presentata da Manos Limpias, un sindacato autodefinitosi tale con legami con l’estrema destra, noto per iniziative giudiziarie contro figure pubbliche considerate politicamente sensibili.
Il premier Sánchez ha respinto più volte le accuse definendole infondate e politicamente motivate, accusando oppositori e parte dei media di portare avanti una campagna contro la sua famiglia e mettendo anche in discussione l’imparzialità di alcuni settori della magistratura.
Nella sua decisione, il giudice Juan Carlos Peinado ha ipotizzato che alcune decisioni pubbliche favorevoli all’ambiente universitario coinvolto sarebbero avvenute in concomitanza con l’ascesa politica di Sánchez, prima come leader del Partito Socialista e poi come primo ministro. Nelle motivazioni si fa inoltre riferimento a presunti comportamenti avvenuti nel palazzo della Moncloa, descritti come “più in linea con quelli dei regimi assolutisti”.
La vicenda arriva in un momento delicato per il governo spagnolo. Il fratello del premier, David Sánchez, è atteso a processo per traffico di influenze in un altro caso avviato sempre da una denuncia di Manos Limpias. Parallelamente, altre figure vicine all’esecutivo sono coinvolte in procedimenti legati a presunte tangenti su appalti pubblici durante la pandemia.
Dal canto suo, Sánchez ha ribadito la fiducia nella magistratura, dichiarando di attendere che la giustizia faccia il suo corso e che la verità emergerà nel tempo. Il giudice ha concesso cinque giorni alle parti per rispondere, prima della decisione sull’eventuale processo con giuria.










