Addio scontrini POS: ora basta l’estratto conto per dimostrare i pagamenti

La classica ricevuta del Pos potrebbe diventare presto un ricordo del passato. Con una novità inserita nel decreto Pnrr, cittadini e imprese potranno infatti dimostrare i pagamenti elettronici senza più conservare lo scontrino cartaceo emesso dal terminale, utilizzando al suo posto l’estratto conto bancario o la documentazione digitale fornita dagli istituti di credito.
La misura, prevista dall’articolo 8 del Dl 19/2026, interviene direttamente sulle modalità di prova delle transazioni effettuate con carta di credito, debito, prepagate o altri sistemi digitali. In pratica, sarà la banca a “certificare” il pagamento attraverso i propri rendiconti periodici, che avranno pieno valore anche ai fini fiscali.
Per essere validi, i documenti dovranno contenere tre elementi fondamentali: data dell’operazione, importo e beneficiario del pagamento. Senza queste informazioni, l’estratto conto non potrà sostituire la ricevuta Pos.
La semplificazione è pensata soprattutto per imprese e professionisti, spesso costretti a gestire grandi volumi di scontrini cartacei, con problemi di conservazione e leggibilità nel tempo. Ora, invece, sarà possibile archiviare tutto digitalmente, riducendo tempi e costi burocratici.
Resta però fermo un punto chiave: la conservazione dei documenti non sparisce. Estratti conto e ricevute digitali dovranno essere conservati per almeno dieci anni, come previsto dall’articolo 2220 del Codice civile. Nel caso dei file elettronici, sarà obbligatorio utilizzare sistemi di conservazione digitale a norma, che garantiscano integrità e autenticità dei dati.
La direzione è chiara: accelerare la digitalizzazione dei pagamenti e ridurre la dipendenza dalla carta. Anche perché, come sottolineato nella relazione tecnica al decreto, la tracciabilità bancaria garantisce già di per sé la verificabilità delle operazioni, senza necessità di ulteriori duplicazioni documentali.
Una piccola rivoluzione quotidiana che potrebbe liberare uffici e portafogli da migliaia di scontrini destinati, finalmente, a scomparire.










