Veneto – Centro benessere usato per la prostituzione, arrestata maitresse cinese: identificati 885 clienti

Operazione della Guardia di Finanza nel Trevigiano contro lo sfruttamento della prostituzione. Le Fiamme Gialle del comando di Treviso, al termine di un’articolata attività di indagine coordinata dalla locale Autorità giudiziaria, hanno arrestato in flagranza di reato una donna di nazionalità cinese con l’accusa di sfruttamento della prostituzione ai danni di una connazionale irregolare sul territorio italiano.
La donna sfruttata, priva di documenti, ha raccontato agli investigatori di essere stata contattata dalla maitresse attraverso un sito internet cinese. Con quest’ultima aveva concordato di dividere il 50% dei compensi delle prestazioni in cambio di vitto e alloggio.
Le indagini, condotte dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Castelfranco Veneto e avviate già dalla scorsa estate, hanno permesso di accertare che all’interno di un centro benessere di Vedelago veniva esercitata una fiorente attività di prostituzione. Nel corso dei mesi si sarebbero alternate diverse donne, anch’esse di nazionalità cinese, tutte sotto la supervisione e la direzione dell’arrestata.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la responsabile gestiva direttamente i rapporti con la clientela, attirata da annunci espliciti pubblicati sui principali siti di incontri online. Era lei a fissare appuntamenti e prezzi delle prestazioni, applicando un vero e proprio tariffario variabile in base al livello di intimità richiesto e alla durata dell’incontro. Il centro, inoltre, era accessibile a qualsiasi ora del giorno e della notte.
Nel corso dell’attività investigativa i finanzieri hanno identificato altri tre soggetti coinvolti a vario titolo nell’attività illecita, tutti denunciati per concorso nello sfruttamento della prostituzione. Tra questi figura una possibile socia della maitresse, anch’essa cinese, che la affiancava nella gestione del centro e nella ricerca di nuove donne da impiegare nell’attività.
Le due potevano contare anche sull’appoggio di un sessantenne italiano, che si occupava della manutenzione dei locali e del sostentamento delle donne, costrette a vivere all’interno del centro trasformato di fatto in un appartamento. L’uomo, secondo quanto emerso dalle indagini, custodiva anche i proventi dell’attività e provvedeva al versamento delle somme sul conto corrente intestato alla formale titolare della partita Iva collegata al centro benessere.
Gli accertamenti hanno inoltre consentito di identificare 885 clienti, stimando per l’attività illecita un volume d’affari superiore ai 170 mila euro, somme che verranno sottoposte a tassazione come proventi derivanti da attività illegale.
Durante il blitz, effettuato con il supporto delle unità cinofile, i militari della Guardia di Finanza hanno sequestrato oltre 2.000 euro in contanti, nascosti all’interno del quadro elettrico del centro e in un mobile modificato appositamente per la raccolta del denaro.
Secondo gli investigatori, altri proventi sarebbero stati trasferiti all’estero, come dimostrerebbero diverse ricevute di versamento rinvenute durante la perquisizione, su cui verranno svolti ulteriori approfondimenti.
Nel corso dell’operazione sono stati inoltre trovati centinaia di contraccettivi, occultati all’interno di bottiglie di plastica nascoste nella vegetazione attorno al centro, posto sotto sequestro. Sequestrati anche tre telefoni cellulari in uso alla maitresse, che saranno analizzati per ricostruire eventuali collegamenti con altri complici e le comunicazioni avvenute con i clienti.










