VICENZA – Fine dell'incubo, preso lo scafista nigeriano: un curriculum da paura
Si è reso protagonista di episodi di violenza nei confronti delle forze dell’ordine e di diversi reati. Era stato riconosciuto come scafista ed era a Vicenza da diverso tempo. Ieri è stato intercettato finalmente dalla polizia in corso San Felice ed è stato inviato al CIE di Torino (centro espulsioni). L’obiettivo è il suo rimpatrio, anche se potrebbe tornare in libertà entro pochi mesi, nel caso non andasse a buon fine il procedimento di espulsione.
Hilary Nwuka, nigeriano di 28 anni, arrivato a Lampedusa l’1 gennaio del 2011 forse ha finito il suo ‘viaggio’ in Italia. Il suo curriculum è ben fornito. Dopo essere arrivato sulle coste siciliane, venne fotosegnalato il 2 maggio del 2011 a Lampedusa. Il 9 giugno dello stesso anno ottenne un permesso umanitario di 12 mesi, poi rinnovato fino al 12 dicembre del 2013. Ottenne anche una carta d’identità dal Comune di Giugliano in Campania (Napoli) valida fino al 2023. Dopo una serie di indagini della squadra mobile il Gip del tribunale di Agrigento emise già il 6 giugno del 2011 un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a suo carico, per favoreggiamento immigrazione clandestina e il giorno dopo venne arrestato dalla questura di Salerno. Venne scarcerato l’8 marzo del 2012. Le indagini scaturirono dalla testimonianza di un ragazzo nigeriano minorenne, che raccontò come suo fratello fosse stato ucciso (spinto in acqua) dagli scafisti nel viaggio verso l’Italia, in acque internazionali. Raccontò anche che uno degli scafisti aveva abusato sessualmente di alcune donne. La questura di Agrigento preparò un fascicolo con le fotografie di 16 persone sospettate (8 persone che presumibilmente parteciparono a quel viaggio, altre 8 ad un viaggio precedente). Il giovane testimone riconobbe tre individui indicandoli come presunti scafisti. Tale fascicolo fu sottoposto ad altri cinque immigrati e tutti riconobbero Hilary Nwuka come il timoniere dell’imbarcazione che li portò in Italia. Per i reati commessi in acque internazionali non fu possibile procedere contro gli scafisti, ma fu inevitabile la condanna per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Nell’aprile del 2013 Nwuka era già a Vicenza. Venne arrestato dai carabinieri per furto e resistenza a pubblico ufficiale. Nell’occasione morse uno dei militari. Il 7 maggio venne indagato per il furto di una bicicletta. Il 23 luglio dello stesso anno gli venne notificato il foglio di via obbligatorio dal questore di Vicenza, a seguito della richiesta dei carabinieri per l’arresto precedente. Il 31 dicembre del 2013 venne denunciato per possesso di oggetti atti ad offendere e ancora non ottemperava al foglio di via. Il 2 giugno del 2014, venne arrestato per lesioni a pubblico ufficiale e spaccio di stupefacenti. In quel caso morse un uomo delle forze dell’ordine. Il 7 agosto del 2014 fu arrestato nuovamente, per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Nell’occasione vennero impiegati otto agenti per immobilizzarlo. Il 26 maggio del 2015 è stato nuovamente scarcerato con divieto di dimora in Veneto. Lo scorso 10 luglio 2015 però, è stato fermato nuovamente in Campo Marzo, fotosegnalato e rimesso in libertà. Poco dopo venne intercettato nuovamente in via Gorizia ma riuscì a dileguarsi in bicicletta. Ieri alle 20 è stato fermato in corso San Felice, come sempre ha reagito male di fronte alle forze dell’ordine. E’ stato comunque immobilizzato e portato in questura. Oggi finalmente è stato portato via. Sono scattate immediatamente le procedure di espulsione. E’ stato inviato a CIE di Torino nella speranza che venga riconosciuto e rimpatriato. Potrà stare al CIE per un massimo di tre mesi. Se non si riuscirà a rimandarlo in Nigeria, tornerà in libertà.
Redazione Tviweb

















