VICENZA – Clamoroso – Immigrato deve scegliere: premio o clandestinità?

La vicenda che vede come protagonista un cittadino nigeriano di 36 anni è senza dubbio originale. L’uomo si trova ad inconsueto un bivio: dovrà scegliere se ritirare un lauto premio rischiando concretamente di essere espulso o restare nella clandestinità fino a che non verrà intercettato dalle forze dell’ordine. L’immigrato nigeriano è arrivato in Italia nel 2009 chiedendo subito di essere riconosciuto come rifugiato politico. Uno status che gli fu rifiutato, tanto che l’uomo fece ricorso al tribunale e poi alla corte d’appello. In sostanza dopo alcuni anni divenne clandestino. Nel frattempo si era macchiato anche di alcuni reati e fu arrestato nel 2010 e condannato per spaccio a sei mesi di reclusione e 1400 euro di multa.
Nel dicembre 2014 un episodio per certi versi inspiegabile. Il nigeriano, non ancora ufficialmente clandestino, si era presentato in questura a Vicenza presentando un oggetto di grande valore, affermando di averlo trovato per strada. Si trattava di un orologio di marca svizzera valutato approssimativamente 5.000 euro. La polizia prese in carico l’orologio e informò l’uomo che, qualora il legittimo proprietario non si fosse presentato entro un anno, l’orologio sarebbe diventato suo, secondo quanto prevede la legge.
Dopo un anno, puntuale, l’immigrato si è rifatto vivo, chiamando in questura e rivendicando l’orologio ma non è andata esattamente come sperava. Dalla questura gli hanno fatto sapere che, essendo diventato nel frattempo clandestino, qualora fosse venuto a ritirare l’orologio, sarebbe stato espulso. Non soddisfatto, il nigeriano ha provato un’altra strada, mandando un amico e delegandolo, con documento scritto, al ritiro dell’orologio. Cosa che gli è stata rifiutata. Dovrà ora decidere se andare a ritirarlo personalmente e rischiare l’espulsione o lasciarlo in questura. La proprietà dell’orologio passerebbe al Comune di Vicenza, che lo esporrebbe all’albo pretorio per metterlo all’asta, a beneficio delle proprie casse.













