Provincia di Vicenza all’attacco: “A rischio Pedemontana e colline”. Lettera al Ministro Calderoli

Classificazione comuni montani: la Provincia di Vicenza scrive al Ministro Calderoli
“No a criteri rigidi: a rischio i fondi e la tutela per la fascia pedemontana e collinare”
Vicenza, gennaio 2026 – L’Amministrazione Provinciale di Vicenza scende in campo per tutelare la propria montagna. In una lettera indirizzata al Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, e inviata per conoscenza alla Regione Veneto e a tutti gli europarlamentari e parlamentari vicentini, i vertici della Provincia hanno espresso forte preoccupazione per i nuovi criteri di classificazione dei comuni montani che potrebbero penalizzare numerosi comuni vicentini.
Il tema è sotto osservazione da qualche mese. Lo scorso settembre è infatti entrata in vigore la legge montagna (131/2025) con l’obiettivo di incentivare lo sviluppo e la valorizzazione delle zone montane italiane. E fin qui tutto bene. Per rendere più incisiva la norma, è prevista la ridefinizione dei Comuni montani secondo parametri stringenti basati su altitudine e pendenza, con il risultato che i Comuni montani passerebbero da 4.059 a 2.843.
Secondo il Dpcm in discussione,tra coloro che restano fuori ci sono anche 16 Comuni vicentini:
Bassanodel Grappa, Breganze, Brogliano, Chiampo, Colceresa, Cornedo Vicentino, Fara Vicentino, Marostica, Monte di Malo, Pianezze, Piovene Rocchette, Romano d’Ezzelino, Salcedo, San Pietro Mussolino, Santorso, Trissino.
Con conseguenze sia in ambito economico che sociale. L’eventuale declassamento comporterebbe infatti l’esclusione non solo dai finanziamenti diretti, come ilFosmit (Fondo nazionale per il contrasto dello spopolamento e lo sviluppo economico dei comuni marginali), ma anche dagli sgravi burocratici e dalle tutele previste per la montagna. Ciò accelererebbe fenomeni endemici come lo spopolamento e il dissesto idrogeologico, dovuto all’abbandono del presidio umano.
Di qui l’intervento della Provincia di Vicenza, per mano del presidente Andrea Nardin, del vicepresidente Moreno Marsetti e del consigliere delegato alla Montagna Renzo Marangon.
Il territorio vicentino, sottolinea la Provincia, è caratterizzato da una conformazione orografica complessa, dove l’area montana prosegue senza soluzione di continuità in una vasta zona pedemontana e collinare. Secondo la Provincia, queste aree condividono con la zona alpina le medesime fragilità strutturali e socio-economiche. Il timore è che una revisione basata esclusivamente su parametri rigidi di altitudine e pendenza possa escludere realtà che vivono, nei fatti, le stesse difficoltà delle “terre alte”.
“Chiediamo al Governo -spiega il presidente Nardin- che la nuova classificazione sia aderente alla realtà geografica e sociale del nostro territorio. Non possiamo limitarci a tutelare solo le vette: dobbiamo salvaguardare l’intero sistema delle terre alte e delle loro pendici abitate, garantendo che nessuno venga lasciato indietro per colpa di un parametro numerico che non tiene conto della realtà dei fatti.”
“La distinzione tra zona alpina e pedemontana nel vicentino è spesso solo altimetrica, ma non sostanziale in termini di svantaggio socio-economico -sottolinea Marsetti -. Molti nostri comuni hanno centri abitati in collina ma gestiscono territori vasti e impervi che richiedono manutenzione costante; privarli del supporto riservato alla montagna significherebbe condannarli all’abbandono.”
“Il presidio antropico in queste zone è l’unico vero argine contro il dissesto idrogeologico e l’avanzamento incontrollato del bosco -afferma Marangon-. Stiamo già contrastando con fatica il fenomeno dello spopolamento; perdere l’accesso ai finanziamenti e alle semplificazioni burocratiche comprometterebbe irrimediabilmente la gestione di un paesaggio fragile che richiede un investimento continuo.”
















