Colpo di Calenda: Gualmini lascia il PD ed entra in Azione

L’eurodeputata Elisabetta Gualmini lascia il Partito Democratico e aderisce ad Azione. L’annuncio è arrivato nel corso di una conferenza stampa al Senato, dove ha ufficializzato il passaggio al partito guidato da Carlo Calenda.
“Per me è un po’ come tornare a casa – ha dichiarato – perché abbiamo condiviso tante battaglie”. Alla base della scelta, ha spiegato, c’è una distanza ormai strutturale dal Pd: “Il Partito Democratico ha cambiato natura, ha subito una mutazione genetica che lo ha portato a riposizionarsi sulla sinistra radicale, tagliando fuori la cultura del riformismo di cui ho sempre fatto testimonianza”.
Secondo Gualmini, il cambiamento non è episodico ma profondo. A suo giudizio il partito si è spostato “sull’asse Conte, Landini, Fratoianni, Bonelli”, riducendo gli spazi per chi si riconosce in un Pd di governo, più moderato e con una forte attenzione alla politica estera. “Lo spazio di agibilità politica per chi ha una visione diversa si è molto ridotto. O si resta facendo ogni giorno il controcanto alla segretaria, oppure si sceglie di andare avanti con coerenza. Io non ho cambiato un’idea”.
Gualmini ha anche riconosciuto alla segretaria Elly Schlein di aver consolidato la propria leadership interna: “Ha una maggioranza del 92% e ha modellato il partito secondo la sua idea e il mandato ricevuto dalle primarie”. Ma proprio questo consolidamento, a suo dire, ha reso marginale l’area riformista.
L’europarlamentare ha annunciato inoltre l’adesione al gruppo Renew Europe al Parlamento europeo. “Voglio continuare a lavorare in Europa. Sono fortemente europeista e Renew è il gruppo più europeista tra quelli presenti. Lì voglio costruire uno spazio per rappresentare le mie idee”. Tra i punti dirimenti, ha indicato il sostegno all’Ucraina: “Su questo non deve esserci alcuna ambiguità”.
Nel corso dell’incontro al Senato, Gualmini ha affrontato anche il tema del referendum sulla giustizia, dichiarando che voterà sì. “Non arriverà l’apocalisse né se vincerà il sì né se vincerà il no. Io voterò sì perché ritengo sia una riforma giusta. Non si può dire sempre no: se il governo fa cose buone si votano, se non le fa non si votano. Il criterio deve essere pragmatico”.
Ha sottolineato inoltre che il referendum non deve essere letto in chiave partitica: “Non è un voto per o contro Meloni. È uno strumento nelle mani dei cittadini per esprimersi sul merito delle questioni. Su questo mi impegnerò a spiegare le ragioni del sì”.
Con l’addio di Gualmini, il Pd perde un’altra esponente dell’area riformista europea, mentre Azione rafforza la propria presenza sia a livello nazionale sia nel gruppo Renew Europe a Strasburgo.
















