29 Gennaio 2026 - 11.25

Caso “Famiglia nel Bosco”: è scontro totale. Esposto dei genitori contro l’assistente sociale

PALMOLI (CH) – Il caso dei Trevallion, la famiglia che aveva scelto una vita alternativa e isolata tra i boschi dell’Abruzzo, si arricchisce di un capitolo giudiziario pesantissimo. Alla vigilia di un passaggio cruciale – la perizia che dovrà stabilire se siano in grado di fare i genitori – Nathan e Catherine Trevallion hanno deciso di passare all’attacco.

I coniugi hanno depositato un esposto formale contro Veruska D’Angelo, l’assistente sociale nominata dal Tribunale come curatrice dei diritti dei loro tre figli minori.

Chi sono i protagonisti e cosa è successo?

Per capire la portata di questo atto, bisogna fare un passo indietro. I Trevallion sono diventati noti alle cronache come la “famiglia nel bosco”: una coppia che ha scelto di vivere a stretto contatto con la natura nelle campagne di Palmoli, lontano dagli standard della società moderna.

Tuttavia, questa scelta di vita è finita sotto la lente della magistratura, che ha disposto l’allontanamento dei tre figli, collocandoli in una struttura protetta. Da quel momento è iniziata una battaglia legale per il ricongiungimento, con le istituzioni da un lato (preoccupate per il benessere e l’educazione dei minori) e i genitori dall’altro (che rivendicano la legittimità delle loro scelte educative).

L’accusa: “Pregiudizio e troppa TV”

Oggi, tramite gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas, la famiglia contesta duramente la neutralità del Servizio Sociale. I punti chiave dell’esposto presentato all’Ordine professionale e agli enti regionali sono tre:

  1. Mancanza di imparzialità: Secondo la difesa, la curatrice avrebbe mostrato un atteggiamento ostile e “pregiudizievole”, partendo da un’idea negativa della famiglia ancor prima di approfondire i fatti.
  2. Rapporti carenti: I legali lamentano che, dopo il trauma dell’allontanamento dei bambini, i contatti tra la professionista, i genitori e i piccoli siano stati pochissimi, rendendo impossibile una valutazione corretta del legame familiare.
  3. Eccesso di esposizione mediatica: I Trevallion accusano l’assistente sociale di aver cercato troppo le telecamere. Le diverse interviste rilasciate dalla D’Angelo avrebbero violato, secondo l’esposto, il dovere di riservatezza e neutralità richiesto a chi deve tutelare dei minori in una fase così delicata.

L’esposto arriva in un momento caldissimo: la perizia sulle competenze genitoriali sta per iniziare e sarà il documento che, più di ogni altro, peserà sulla decisione del giudice. Se i consulenti valuteranno positivamente Nathan e Catherine, il sogno di tornare nel bosco con i figli potrebbe riavvicinarsi; in caso contrario, la frattura con le istituzioni diventerà definitiva.

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Testata Street Tg Autorizzazione: Tribunale Di Vicenza N. 1286 Del 24 Aprile 2013

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