Ora l’Ucraina arriva al cuore della Russia nella guerra dei droni: Kiev colpisce con quasi 600 velivoli, quattro morti e attacchi su più fronti

Un attacco di dimensioni eccezionali quello condotto dall’Ucraina domenica 17 maggio contro il territorio russo, con l’impiego di quasi 600 droni. L’operazione ha provocato quattro vittime ed è stata definita una delle offensive più imponenti dall’inizio del conflitto nel 2022.
Le aree più colpite sono state Mosca e la sua regione, ma l’ondata di droni ha raggiunto anche infrastrutture strategiche distribuite su più punti del Paese: siti petroliferi, aeroporti, basi militari e impianti industriali. Un’azione coordinata su larga scala che ha puntato a saturare le difese aeree russe.
Secondo le valutazioni emerse, alcuni dei droni avrebbero colpito obiettivi a oltre 500 chilometri di distanza dal confine, un dato significativo soprattutto considerando che la regione di Mosca è tra le più protette del Paese sul piano della difesa antiaerea. Proprio su questo aspetto ha insistito anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, sottolineando come le capacità di attacco a lungo raggio di Kiev siano ormai in grado di superare barriere difensive considerate tra le più solide.
Nel corso del conflitto, l’utilizzo dei droni da parte ucraina ha registrato una crescita costante. Già in passato si erano verificati episodi di attacchi coordinati all’interno del territorio russo, come l’operazione “Ragnatela” del giugno 2025, che aveva colpito diverse basi aeree con velivoli introdotti sul territorio nemico.
Analisti e osservatori sottolineano come l’episodio più recente confermi un’evoluzione nelle strategie ucraine, basate su attacchi massicci e ripetuti per mettere sotto pressione i sistemi di difesa avversari. “Questo dimostra la capacità creativa dell’Ucraina nel pieno della guerra”, è una delle valutazioni emerse a commento dell’azione.
Un’altra lettura evidenzia come la tattica adottata riprenda in parte il modello già utilizzato dalle forze russe, basato su raid concentrati e numericamente consistenti per saturare le difese aeree. Una strategia che, secondo alcune analisi, rappresenta una delle principali novità recenti sul campo.
Negli ultimi due mesi, secondo le stime diffuse, gli attacchi con droni sarebbero diventati quasi quotidiani. Il Ministero della Difesa russo ha riferito di aver intercettato 7.347 droni ucraini, una media di circa 237 al giorno, a testimonianza dell’intensità crescente di questa forma di guerra a distanza.













