Mondiali 2026, chiusa la porta al ripescaggio dell’Italia. Abodi: “Ci si qualifica sul campo”

Si raffreddano definitivamente le ipotesi di un possibile ripescaggio dell’Italia ai Mondiali di calcio 2026. A ribadirlo è il ministro dello Sport Andrea Abodi, che interviene per chiarire una volta per tutte la posizione del governo dopo le recenti indiscrezioni circolate a livello internazionale.
«L’eventuale ripescaggio dell’Italia ai Mondiali 2026, primo non è possibile, secondo non è opportuno. Non so cosa venga prima. Ci si qualifica sul campo», ha dichiarato Abodi, tornando così su un tema già affrontato nelle scorse settimane.
Le parole del ministro arrivano in risposta alla proposta avanzata da Paolo Zampolli, inviato speciale statunitense per le partnership globali, che – secondo quanto riportato dal Financial Times – avrebbe suggerito al presidente degli Stati Uniti Donald Trump e al presidente della Fifa Gianni Infantino di sostituire l’Iran con l’Italia nella prossima Coppa del Mondo.
Un’ipotesi che trova però un netto stop anche dal mondo sportivo. «Mi sentirei offeso», ha commentato il presidente del Coni Luciano Buonfiglio, escludendo così ogni apertura a soluzioni alternative al merito sportivo.
Nel frattempo, dall’Iran arrivano segnali chiari sulla volontà di partecipare regolarmente al torneo. «La nazionale maschile di calcio si sta preparando per una partecipazione orgogliosa e di successo ai Mondiali negli Stati Uniti», ha dichiarato la portavoce del governo iraniano Fatemeh Mohejerani, confermando la piena operatività del team. «Il Ministero della Gioventù e dello Sport ha annunciato, su ordine del ministro, la piena preparazione della nostra nazionale di calcio per la partecipazione ai Mondiali del 2026 negli Stati Uniti».
Nonostante le tensioni internazionali, che avevano portato Teheran a ipotizzare la disputa delle partite in Messico, la Fifa ha sempre mantenuto la linea stabilita, confermando il calendario ufficiale e respingendo qualsiasi modifica.
Un ulteriore passo avanti si è registrato il 31 marzo, quando il presidente della Fifa Gianni Infantino ha incontrato in Turchia dirigenti e giocatori della nazionale iraniana, impegnata in alcune amichevoli di preparazione. «Sono stati presi i provvedimenti necessari affinché questi ragazzi possano partecipare con orgoglio e successo ai Mondiali», ha aggiunto Mohejerani.
Secondo il Financial Times, la proposta di Zampolli si inserirebbe anche in un contesto diplomatico più ampio, con l’obiettivo di favorire un riavvicinamento tra Trump e la premier Giorgia Meloni. Lo stesso Zampolli ha confermato l’iniziativa: «Confermo di aver suggerito a Trump e Infantino che l’Italia sostituisca l’Iran ai Mondiali. Sono italiano e sarebbe un sogno vedere gli azzurri a un torneo ospitato dagli Stati Uniti. Con quattro titoli mondiali, hanno il prestigio necessario per giustificare la loro partecipazione».
Un’idea che, però, resta destinata a rimanere tale: la strada per i Mondiali, per l’Italia, passa solo dal campo.










