30 Gennaio 2026 - 10.24

Lasciato a piedi sotto la neve perché senza “biglietto olimpico”: 11enne cammina per 6 km, autista sospeso e indagine aperta

BELLUNO – Dovevano essere giorni di festa e accoglienza in vista delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina, ma a San Vito e Vodo di Cadore la cronaca racconta tutt’altro. Un bambino di 11 anni, al termine delle lezioni, è stato costretto a percorrere sei chilometri a piedi sotto la neve dopo essere stato fatto scendere dall’autobus perché privo del nuovo biglietto maggiorato da 10 euro introdotto sulla tratta Calalzo-Cortina.

Il fatto è avvenuto martedì 27 gennaio. Il ragazzino, Riccardo, aveva con sé un carnet di biglietti ordinari da 2,50 euro, ma non il titolo di viaggio “olimpico”. Secondo quanto riferito dalla famiglia, l’autista gli avrebbe chiesto di pagare in contanti la tariffa maggiorata, non consentendogli di salire sul mezzo. Senza cellulare – che non può portare a scuola – il bambino ha imboccato la ciclopedonale tra San Vito e Vodo, camminando per oltre un’ora e mezza nella neve e al freddo.

«È arrivato a casa infreddolito, in lacrime, con i vestiti bagnati fino alle cosce e una temperatura corporea molto bassa», racconta la madre, Sole Vatalaro. Il piccolo è stato visitato e il giorno successivo è rimasto a casa da scuola, ancora scosso per l’accaduto.

La vicenda ha innescato una reazione a catena. Dolomiti Bus, titolare del servizio di trasporto pubblico, ha annunciato l’immediata sospensione dell’autista, dipendente della società appaltatrice La Linea Spa, e l’avvio di una commissione interna di verifica. Parallelamente, la Procura di Belluno ha aperto un’inchiesta. La famiglia, assistita dalla nonna del bambino, l’avvocata Chiara Balbinot, ha sporto querela per abbandono di minore.

«La soluzione c’era – sottolinea la legale –: sarebbe bastato obliterare quattro biglietti ordinari per raggiungere la cifra richiesta. Al di là delle regole, lasciare solo un bambino all’imbrunire, sotto la neve, è inaccettabile».

Il caso ha sollevato anche un dibattito politico sulle tariffe applicate ai residenti durante il periodo olimpico. Il presidente del Veneto Luca Zaia ha chiesto chiarimenti, mentre parlamentari di diversi schieramenti hanno annunciato interrogazioni. Da più parti si contesta l’assenza di tutele per chi vive e studia in zona, a fronte di rincari che in alcuni casi hanno fatto lievitare anche il costo degli abbonamenti mensili.

Una storia che rischia di diventare il simbolo delle contraddizioni di un territorio tirato a lucido per un evento mondiale, ma dove, almeno per un giorno, un bambino non ha trovato posto su un autobus.

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