26 Gennaio 2026 - 15.06

Olimpiadi, che figuraccia! Il tedoforo 92enne esule istriano Abdon Pamich lasciato solo in strada

Doveva essere una giornata di festa e memoria, ma per Abdon Pamich si è trasformata in un episodio che ha lasciato amarezza. Martedì scorso, durante il passaggio della fiaccola olimpica di Milano-Cortina 2026 a Vicenza, il campione olimpico della marcia, oggi 92enne, è rimasto senza assistenza subito dopo aver concluso il suo tratto da tedoforo.

Pamich, oro olimpico a Tokyo 1964 e simbolo dello sport italiano oltre che dell’esodo giuliano-dalmata, aveva partecipato alla cerimonia su iniziativa di Dario Zaccariotto, anche lui figlio di esuli istriani, che aveva ricevuto la fiaccola proprio dalle sue mani. Dopo il passaggio di consegne, però, il corteo dei tedofori ha proseguito verso piazza dei Signori, lasciando indietro l’ex atleta senza accompagnamento.

Secondo quanto riportato dal Giornale di Vicenza, Pamich è rimasto solo in strada, nonostante l’età avanzata e il valore simbolico della sua presenza. A intervenire sono stati alcuni rappresentanti dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, tra cui la presidente vicentina Maria Cristina Sponza, che lo hanno accompagnato in auto fino al centro cittadino. Al suo arrivo, tuttavia, la cerimonia ufficiale era già conclusa e, secondo i testimoni, dal palco allestito nei pressi della Basilica Palladiana il suo nome non sarebbe stato nemmeno citato.

L’episodio ha suscitato polemiche e reazioni. Zaccariotto ha parlato di un’“occasione persa”, sottolineando però l’affetto spontaneo dimostrato da cittadini, famiglie e bambini che si sono fermati per salutarlo e scattare una foto con lui. L’assessore comunale ai grandi eventi, Leone Zilio, ha spiegato che era stato predisposto un pulmino per il trasferimento dei tedofori, ammettendo però che Pamich è giunto in ritardo alla cerimonia finale ed esprimendo rammarico per quanto accaduto.

Sulla vicenda è intervenuto anche Francesco Rucco, vicepresidente del Consiglio regionale del Veneto ed ex sindaco di Vicenza. «In occasione del passaggio della fiaccola olimpica – ha dichiarato – Abdon Pamich, campione olimpico ed esule istriano, dopo aver svolto il ruolo di tedoforo, si è trovato senza alcuna assistenza o accompagnamento, rimanendo di fatto solo in strada. È un episodio che rammarica profondamente».

Rucco ha parlato di un evidente errore organizzativo, sottolineando come Vicenza sia una comunità capace di rispetto e gratitudine, proprio per questo colpita negativamente dall’accaduto. «Pamich non è soltanto un grande atleta – ha aggiunto – ma una figura che incarna una pagina importante della storia italiana: quella dell’esodo giuliano-dalmata e di una generazione che ha trasformato il dolore in disciplina, impegno e amore per il Paese».

Il vicepresidente del Consiglio regionale ha infine rivolto un invito ufficiale a Pamich a Venezia, a Palazzo Ferro-Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto, affinché possa portare la sua testimonianza nelle sedi istituzionali. «Mi auguro che questo invito possa essergli gradito – ha concluso – e rappresentare un segno concreto di rispetto e attenzione da parte delle istituzioni».

Un epilogo amaro per una figura simbolo dello sport e della memoria storica, protagonista di una carriera straordinaria che, per molti, meritava un riconoscimento ben diverso.

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