Studentessa di Vicenza cerca di 'incastrare' un africano
La vicenda è senza dubbio singolare e vede come protagonisti una studentessa vicentina e un giovane africano in Italia da qualche anno. Quest’ultimo ha rischiato di passare guai seri per una bugia della prima, che ora è indagata dalla polizia. Tutto inizia a marzo del 2015. Un militare americano stava parcheggiando la propria auto ed inavvertitamente ha urtato una bicicletta, danneggiandola pesantemente. La bici apparteneva ad un 29 enne nato in Costa d’Avorio ma di nazionalità malese, in Italia da 8 anni, incensurato, occupato. Il militare per sdebitarsi, ha portato il giovane alla Decathlon di Torri di Quartesolo e gli ha ricomprato la bicicletta, apportandogli una modifica ai pedali richiesta dal malese.
Nel mese di luglio una studentessa 22 enne vicentina, bionda con gli occhi chiari e dall’aspetto distinto, ha notato la bici in viale Milano ed ha allertato la polizia affermando che si trattava della sua bici, che gli era stata rubata qualche giorno prima in via XX settembre a Vicenza. Le volanti hanno quindi fermato ed identificato il malese, che è stato denunciato per ricettazione.
Qualcosa però non quadrava. Il giovane continuava ad affermare che la bici era sua e ha raccontato nel dettaglio l’episodio dell’incidente e dell’americano che l’aveva accompagnato alla Decathlon per riacquistarla. Parola contro parola. Ma il presunto ladro ha portato anche altri dettagli che hanno fatto insospettire la polizia.
A togliere ogni dubbio ci ha pensato il militare americano che qualche settimana fa si è presentato in questura assieme ad un testimone, portando lo scontrino di acquisto di 194 dollari e confermando la tesi del giovane del Mali.
A quel punto i sospetti si sono orientati sulla ragazza, che ha continuato a sostenere di essere vittima di un furto. Ha raccontato di aver acquistato la bici, in occasione dell’anniversario del fidanzamento, al Centro Commerciale Palladio e di averla fatta modificare nel negozio di biciclette Ciscato. La polizia ha quindi effettuato alcune verifiche ed ha scoperto che al Centro Palladio non vendevano bici di quel modello e che Ciscato non aveva mai apportato la modifica.
Si sono quindi invertite le parti. Il giovane africano è stato scagionato mentre la ragazza dovrà ora rispondere dell’accusa di calunnia. La studentessa è nata a Schio ed ha precedenti per consumo di droga.

















