13 Febbraio 2015 - 12.00

CISA: a rischio la conferma di Dainese

dainese

Lino Dainese resterà Presidente del CISA? E’ questa la domanda che molti addetti ai lavori si stanno facendo in queste ore, alla luce del bando di qualche giorno fa con cui Comune, Provincia e Regione chiedono la presentazione delle candidature per il CdA in scadenza. Entro marzo andrà rinnovato, o confermato, il board che governa la prestigiosa fondazione palladiana che ha conosciuto, l’anno scorso, alcune frizioni per la successione all’on. Lia Sartori che la guidava da molti anni e che si era dimessa in seguito alle vicende giudiziarie del Mose in cui era stata coinvolta. All’epoca ci fu un tentativo di mandare alla Presidenza Flavio Albanese, sostenuto da Variati, a cui si contrappose Attilio Shneck – allora Commissario della Provincia e la Regione – per cui cadde inascoltata la richiesta del Comune di un approfondimento per condividere la scelta della nuova guida del CISA. Lino Dainese fu votato e divenne Presidente. Qualche mal di pancia dalle parti di Palazzo Trissino e dintorni per un po’ di tempo, ma poi è prevalsa la voglia di normalità e tutto si è tranquillizzato. Ora però si va al vedo perché il mese prossimo i capi degli Enti soci dovranno decidere le nomine e, soprattutto, la guida. Nell’area del Centrodestra si butta acqua sul fuoco facendo sapere che, probabilmente, a Flavio Albanese non interessa più lo scranno più alto di Palazzo Barbaran Da Porto perché ad aprile potrebbe andare a fare staffetta con Silvano Spiller alla Vice Presidenza della Fondazione Cariverona, una realtà che, tanto per dirne poche, ha finanziato a Vicenza la ristrutturazione della Basilica Palladiana, Santa Corona e l’Università di Viale Margherita. Ma non tutti la pensano così, in primo luogo perché sembra che dalla Curia sia arrivato un non gradimento alla sostituzione di Silvano Spiller, a lungo amministratore DC in città negli anni Ottanta e molto stimato dalla Diocesi; in secondo luogo perché è evidente che il cappello su Dainese l’hanno messo per primi Shneck e Zaia, quindi coerenza vorrebbe che lo lasciassero al suo posto in contrapposizione ai desiderata del Comune. Lo scenario, nel frattempo, si è rovesciato, perché oggi Achille Variati è l’azionista di maggioranza di tutti gli Enti partecipati da Comune e Provincia, avendo sommato al ruolo di Sindaco anche quello di Presidente della Provincia. Cosa farà Achille ora? Può decidere di restituire lo schiaffo che ricevette l’anno scorso da Titti e Zaia sostituendo i nominati dalla Provincia e imponendo la Presidenza per Flavio Albanese, mettendo così in cassaforte più risultati con una sola mossa: accontentare Albanese, accontentare il suo Vicesindaco che da anni lavora per la costruzione di un’unica Fondazione per la Cultura che ingloberebbe anche il CISA che finora è stato una repubblica a parte, accontentare infine la Curia lasciando Silvano Spiller al suo posto. E Dainese? L’imprenditore in questi mesi è stato in silenzio e certo Variati non lo considera un avversario o un nemico, tuttavia rischia di non essere confermato perché nel riordino delle prossime nomine potrebbe non esserci l’incastro giusto per lui.

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