5 Agosto 2022 - 9.34

Vicenza: l’economia è ancora in crescita, ma inizia a rallentare

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L’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Vicenza ha elaborato il quadro che emerge dall’indagine congiunturale sul settore manifatturiero vicentino nel II trimestre dell’anno. Secondo il rapporto, l’economia vicentina cresce ancora ma iniziano ad essere evidenti i primi segnali di rallentamento. In particolare la produzione è aumentata dello 0,5% rispetto al trimestre precedente (ma era
+3,7% nel confronto tra I trimestre 2022 e IV trimestre 2021), mentre la variazione del fatturato
resta fortemente positiva (+2,9%), ma in questo caso pesa l’effetto della parziale traslazione dei
maggiori costi sui prezzi.
Confrontando invece i dati con il II trimestre 2021, la produzione fa segnare una crescita del 5,2%, con un +8,4% per il fatturato (ma qui a maggior ragione pesa l’incremento dei prezzi). E la crescita si conferma molto positiva anche rispetto al II trimestre 2021 in tutti i settori, con la moda, l’orafo e la metalmeccanica che mostrano gli incrementi maggiori. A preoccupare però è l’andamento degli ordini acquisiti: rispetto al trimestre precedente, infatti, la variazione torna ad essere negativa per la prima volta dal primo trimestre 2020, periodo caratterizzato dal lockdown. Gli ordini domestici sono infatti diminuiti in modo significativo (-3%), mentre per le commesse provenienti dall’estero il calo è più contenuto (-0,7%). Il dato veneto è allineato con i valori di Vicenza ed evidenzia a sua volta un incremento su base congiunturale ma molto più contenuto di quello del trimestre precedente (+0,3% ma era il 2,4%). Resta positivo invece l’andamento degli ordini rispetto al II trimestre 2021: +3,5% per il mercato interno e +2,9% per il flusso di ordinativi proveniente dall’estero.

«Questa nuova indagine congiunturale – sottolinea Giorgio Xoccato, presidente della Camera di Commercio di Vicenza – si pone nel mezzo di un periodo estremamente complesso: il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto al ribasso le stime di crescita del PIL mondiale nell’aggiornamento di luglio del World Economic Outlook. La crescita dell’economia globale dovrebbe riposizionarsi al +3,2%, e il fatto che l’economia tedesca dovrebbe essere quella con il minor incremento del PIL tra le principali economie mondiali non è certo una buona notizia per le imprese venete in generale e vicentine in particolare. Pesano gli effetti della guerra in Ucraina, amplificati sia dalle speculazioni sui prezzi dell’energia e dei prodotti alimentari, sia dalle attese misure della BCE a contrasto dell’inflazione. Proprio quest’ultimo elemento cambierà un componente che negli ultimi anni era stato dato quasi per scontato, ovvero il basso costo del denaro. Va tuttavia rilevato che, per i prezzi delle materie prime, si segnala negli ultimi mesi un cambiamento di tendenza, anche se è difficile dire quanto di questo attuale ritracciamento delle quotazioni delle materie prime non energetiche sia legato ad un lento e progressivo ritorno alla normalità (ma i prezzi dei noli e dei trasporti non ci danno conforto al riguardo) e quanto sia legato all’atteso rallentamento dell’economia globale».

Mercato del lavoro: pesa la carenza di figure specializzate
Sul fronte dell’occupazione, a fine giugno nel settore manifatturiero vicentino risultavano impiegate 145.780 unità, in forte aumento sia rispetto a marzo (+1.185 unità) sia rispetto a giugno 2021 (+2.685).
I dati sull’occupazione scontano comunque un’estrema difficoltà nel reperimento di alcune figure professionali: secondo i dati Excelsior nel periodo agosto-ottobre 2022 le imprese vicentine di tutti i settori richiederanno 21.990 nuove figure in entrata (+990 rispetto all’analogo periodo del 2021), ma l’assunzione sarà difficile quasi nella metà dei casi (47%). Proprio su questa tensione tra domanda e offerta di lavoro richiama l’attenzione il presidente Xoccato: «Quasi la metà delle assunzioni previste per i prossimi mesi saranno difficili da reperire. Il tema della formazione legata alle vere esigenze del mercato e della riforma di alcuni strumenti di sostegno al reddito sembra quindi una delle principali priorità».

Cassa integrazione e anagrafe delle imprese
In questo contesto, in provincia di Vicenza nel II trimestre le ore autorizzate di Cassa Integrazione Guadagni (CIG) sono state 1,9 milioni, un valore ancora elevato nonostante un forte rallentamento nel mese di giugno, ed in aumento rispetto al trimestre precedente (+200 mila ore e +10,4%). Certo, prendendo in considerazione le ore complessive di CIG nei primi 6 mesi dell’anno si evidenzia una forte riduzione rispetto al 2021, periodo però in cui l’utilizzo della CIG era stato molto ampio soprattutto nei mesi di marzo e giugno. L’elevato ricorso alla CIG non sembra indicare comunque, per il momento, una situazione di rischio per la tenuta delle imprese: le procedure concorsuali nel II trimestre 2022 sono in linea con quelle del I trimestre, 23 contro 22. Non solo: nei primi sei mesi del 2022 l’apertura di procedure concorsuali ha riguardato un numero meno elevato di imprese rispetto all’analogo periodo del 2021 (45 imprese rispetto a 75). Nell’ambito di queste procedure i fallimenti sono stati 21 nel II trimestre 2021, tre in più rispetto al I trimestre. Per quanto riguarda invece l’andamento “demografico” delle imprese, sempre nel II trimestre 2022 il saldo tra iscrizioni e cancellazioni al Registro delle Imprese è stato positivo e pari a
+260 (era stato di –253 nel I trimestre). Conseguentemente nei primi sei mesi del 2022 si è registrata una sostanziale stabilità del numero di imprese registrate (+7 contro +186 del periodo di gennaio-giugno 2021). Più in dettaglio il saldo è positivo nelle costruzioni, nei servizi alle imprese e nei servizi finanziari.
Cresce il credito alle imprese, ma occorre monitorare attentamente il tema. Al 31 maggio 2022 lo stock di prestiti bancari alle imprese era pari a 14,4 miliardi: si registra quindi un incremento pari al 3,3% rispetto al dato di fine dicembre e il valore è in linea con quello di maggio 2021. Più in dettaglio, nei primi cinque mesi dell’anno l’ammontare dei prestiti al settore produttivo è aumentato nelle costruzioni (+4,9%) e nel manifatturiero (+5,6%), mentre è in leggera contrazione nei servizi (-0,5%). Tuttavia, la politica della BCE è giunta ad un punto di svolta e non sarà più così accomodante come negli ultimi anni. È inoltre ormai terminata la fase di pre-ammortamento legata ai prestiti garantiti dallo Stato e finalizzati al contrasto della crisi di liquidità del periodo di lockdown totale. Il tema del rapporto banca-impresa resta quindi centrale e sarà ancora oggetto di attent monitoraggio nei prossimi mesi (per le imprese vicentine il debito garantito ammonta a circa miliardi).

Le previsioni per i prossimi mesi e l’impegno del sistema camerale
Per quanto riguarda le previsioni per i prossimi mesi, a fine giugno i giorni di produzione assicurati dagli ordinativi già raccolti erano 64, un dato in linea con quello del trimestre precedente, mentre la quota di imprenditori che prefigura un incremento produttivo nel breve periodo passa dal 51,3% al 45,4%. Nonostante il calo, tale valore resta molto positivo e evidenzia un clima ancora ottimistico legato probabilmente agli ordini ancora da smaltire. Rimangono tuttavia da verificare tutte le incertezze legate alle tensioni sui prezzi al consumo (i prezzi internazionali delle materie prime non energetiche hanno iniziato invece in fase di contrazione), alla guerra in Ucraina e alla fase di aumento del costo del denaro.
In questo scenario di complessità, il presidente Xoccato ricorda l’impegno della Camera di Commercio per supportare lo sviluppo economico del territorio vicentino: «Il sistema camerale sta già operando su vari temi legati ai cosiddetti “progetti a valenza strategica” in ambito di sviluppo del turismo sostenibile, del raccordo tra domanda e offerta di lavoro, di sostegno all’internazionalizzazione, di sviluppo della cultura finanziaria per la prevenzione delle crisi aziendali nonché di digitalizzazione. Sarà data priorità alla scrupolosa valutazione dei progetti che daranno vita alle azioni da intraprendere nel triennio 2023-2025, ovviamente in coordinamento col PNRR, per evitare inutili e dannose duplicazioni. Il momento è complesso, e tale complessità è stata aumentata dalla crisi politica: vi sono molti elementi di incertezza, non ultimo il rischio del blocco totale della fornitura del gas russo all’Europa, che porrebbe a rischio
qualsiasi speranza di crescita economica. Il sistema imprenditoriale vicentino è stato e, sono certo sarà, resiliente e propositivo nell’adattarsi a situazioni che cambiano sempre più velocemente».

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