Veneto – Armato di machete in stazione, fermato e rilasciato in 24 ore. Il SIULP: “Segnale allarmante”

Un uomo di 29 anni, trovato armato di machete nel piazzale della stazione di Verona Porta Nuova, è stato arrestato dalla polizia ma rimesso in libertà il giorno successivo. L’episodio risale a martedì 13 gennaio e ha riacceso le polemiche sul funzionamento del sistema penale.
L’uomo, con una lama lunga oltre 30 centimetri, ha opposto resistenza a un controllo, sfidando apertamente gli agenti. Solo grazie alla prontezza e alla professionalità dei poliziotti la situazione non è degenerata: il 29enne è stato immobilizzato e arrestato senza conseguenze per i presenti.
La decisione di rilasciarlo dopo la convalida dell’arresto ha però suscitato la dura reazione del Siulp, il sindacato di polizia. Il segretario provinciale Davide Battisti parla di un segnale allarmante: secondo il sindacato, la catena della sicurezza si interrompe proprio nel momento in cui dovrebbe garantire deterrenza e tutela ai cittadini.
Per il Siulp, in queste condizioni diventa difficile contrastare l’aumento dei reati. Viene denunciato uno squilibrio che favorirebbe chi delinque, con effetti negativi sulla percezione di sicurezza e sulla credibilità delle istituzioni.
Le critiche si estendono anche alla politica e alla magistratura. Da un lato, si contestano anni di scelte che hanno ridotto organici e formazione nelle forze dell’ordine; dall’altro, si segnala una presunta disparità di trattamento tra chi commette reati e chi opera in divisa. Secondo il sindacato, questo clima rischia di delegittimare l’azione delle forze di polizia.
La richiesta finale è un intervento concreto e condiviso per rendere più efficaci le risposte dello Stato, evitando che episodi come questo trasmettano l’idea di un’assenza di conseguenze per comportamenti violenti e pericolosi.
















