Veneto a rischio valanghe: scatta l’allerta sulle Prealpi

VENEZIA – Il Centro Funzionale Decentrato della Protezione Civile del Veneto ha aggiornato le prescrizioni operative per il rischio valanghe. A partire dalle ore 18:00 di oggi, lunedì 23 febbraio 2026, la mappa della criticità subisce una variazione importante che sposta l’attenzione dai massicci dolomitici verso la fascia prealpina.
Le zone interessate: Mont-1 e Mont-2
Per comprendere meglio l’estensione dell’allerta, è necessario rifarsi alla suddivisione territoriale della Protezione Civile regionale:
- Zona Mont-1 (Dolomiti): Comprende l’area settentrionale della provincia di Belluno. In questa zona, che include le Dolomiti Ampezzane, Cadore e Agordino, la fase di attenzione è ufficialmente cessata, segnando il ritorno alla normalità.
- Zona Mont-2 (Prealpi): È l’area che da stasera entra in fase di “Attenzione”. Si riferisce alla fascia prealpina che attraversa le province di Belluno, Vicenza, Verona e Treviso. Include zone come l’Altopiano di Asiago, il Monte Grappa, il gruppo del Carega, i Lessini e le Prealpi Bellunesi e Trevigiane.
Dettagli dell’allerta sulle Prealpi
Il rischio valanghe per la zona Mont-2 è focalizzato sul territorio antropizzato. Questo significa che il monitoraggio è rivolto a quelle aree dove la neve può minacciare infrastrutture, strade di collegamento, singoli edifici abitati o piccoli nuclei produttivi e turistici.
Sebbene il livello attuale sia di “Attenzione”, i Comuni hanno l’autorità di innalzare localmente il livello in “Preallarme” o “Allarme” in base all’evoluzione meteo locale o a situazioni di emergenza imprevedibili.
Definizione di territorio antropizzato
Le prescrizioni ricordano che per territorio antropizzato si intendono contesti dove è rilevabile una presenza umana, anche temporanea. Sono invece esclusi dal presente avviso gli impianti sciistici gestiti e le aree che sono già soggette a piani di sicurezza e interventi gestionali specifici per la salvaguardia dai distacchi nevosi.
















