Usa, schiaffo alla Casa Bianca: la Corte Suprema boccia i dazi di Trump

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha annullato i massicci dazi imposti dal presidente Donald Trump, stabilendo che il provvedimento violava la legge federale. La sentenza, approvata con sei voti favorevoli e tre contrari, riguarda l’uso dei dazi come strumento di politica economica ed estera, basato sulla legge di emergenza International Emergency Economic Powers Act (IEEPA). I giudici contrari sono Clarence Thomas, Samuel Alito e Brett Kavanaugh.
Secondo la Corte, l’autorità di emergenza su cui Trump aveva fatto affidamento “è carente” e non consente al presidente di imporre unilateralmente dazi di portata illimitata. Il presidente della Corte Suprema, John Roberts, ha sottolineato che per legittimare misure simili sarebbe necessaria una chiara autorizzazione del Congresso. La maggioranza include i giudici Amy Coney Barrett e Neil Gorsuch, insieme ai tre giudici progressisti.
La decisione rappresenta una delle sconfitte più significative della seconda amministrazione Trump davanti a una Corte tradizionalmente conservatrice, dopo una serie di sentenze favorevoli al presidente su immigrazione, licenziamenti e tagli alla spesa. Tuttavia, la Corte non ha chiarito come gestire i circa 134 miliardi di dollari già riscossi tramite i dazi, raccolti da oltre 301.000 importatori, una questione che probabilmente sarà affrontata dai tribunali inferiori.
I dazi di Trump avevano aumentato le tariffe fino al 50% su partner come India e Brasile e fino al 145% sulla Cina nel 2025. L’amministrazione aveva definito i dazi essenziali per la ricchezza nazionale, mentre le imprese contestatrici li avevano definiti una “strabiliante affermazione di potere”.
Il caso ha sollevato dubbi costituzionali sull’uso di misure esecutive senza esplicita autorizzazione del Congresso, tema già affrontato dalla Corte in precedenti decisioni contro l’amministrazione Biden su prestiti studenteschi e obblighi di vaccinazione. Trump sosteneva che i dazi rientrassero nella sua autorità sugli affari esteri, ma la Corte ha ribadito che l’IEEPA non conferisce poteri tariffari illimitati.
Tribunali inferiori avevano già stabilito l’illegittimità dei dazi, con due casi principali: uno di importatori di vini di New York (VOS Selections) e uno di un’azienda di giocattoli educativa dell’Illinois (Learning Resources). Entrambe le cause hanno portato rapidamente la questione alla Corte Suprema, che ha confermato la sentenza, pur permettendo temporaneamente la riscossione delle tariffe.
L’amministrazione ha promesso possibili rimborsi agli importatori, ma i dettagli operativi restano complessi e richiederanno ulteriori procedimenti legali.
















