27 Marzo 2026 - 12.03

Una “spirale mortale” su TikTok: la Francia inizia una crociata contro il social

Il Ministro dell’Istruzione nazionale francese, Édouard Geffray, ha annunciato giovedì 26 marzo di aver presentato una denuncia formale contro TikTok, accusando il social network di creare vere e proprie “spirali mortali” che intrappolano i giovani utenti. Tra le accuse figurano “incitamento al suicidio, trattamento illecito di dati e trasferimento illecito di dati”, come spiegato dallo stesso ministro sulle frequenze di France Inter.

Per illustrare il problema, Geffray ha raccontato un’esperienza diretta. Insieme al suo staff, ha creato un account TikTok fingendo di avere 14 anni. “In meno di venti minuti, ci siamo ritrovati a guardare video deprimenti, intrappolati in un circolo vizioso”, ha spiegato il ministro. Secondo Geffray, l’algoritmo della piattaforma spinge i minori verso contenuti pericolosi, come tutorial sull’autolesionismo o video che incitano al suicidio. “Non è stato un caso. È così che funziona l’algoritmo. È progettato per intrappolarti in questa spirale”, ha concluso.

Il caso di Penelope, una diciottenne di Treillières, nel nord di Nantes, ha reso la questione ancora più urgente. Nel febbraio 2024, la ragazza si è tolta la vita, e la madre ha scoperto che la giovane aveva pubblicato e visionato video di autolesionismo su TikTok. Sulla piattaforma è già stata aperta un’indagine, che si aggiunge a un procedimento penale in corso dall’indagine della procura di Parigi avviata a novembre 2025, dopo le segnalazioni di un membro del Parlamento sull’impatto dannoso dell’algoritmo sui giovani.

TikTok ha respinto con fermezza le accuse, sottolineando di offrire “oltre 50 funzionalità e impostazioni predefinite specificamente progettate per garantire la sicurezza e il benessere degli adolescenti”. Tuttavia, Amnesty International ha recentemente pubblicato un rapporto secondo cui la piattaforma espone i minori a contenuti potenzialmente dannosi, capaci di normalizzare, banalizzare o addirittura idealizzare depressione, autolesionismo e suicidio.

La denuncia di Geffray si inserisce in un quadro più ampio di iniziative legislative francesi e internazionali per limitare l’uso dei social network da parte dei minori. Mercoledì scorso, la commissione del Senato francese ha approvato un disegno di legge che vieta l’uso dei social media ai minori di 15 anni, misura promossa dal presidente Emmanuel Macron e dal portavoce del governo Gabriel Attal, che sarà discussa in seduta plenaria martedì 31 marzo. Misure simili sono state annunciate dall’Austria e dall’Australia, a conferma di una crescente attenzione globale sulla protezione dei giovani online.

La crociata della Francia contro TikTok evidenzia una preoccupazione crescente per l’impatto psicologico dei social network sugli adolescenti e il rischio concreto di creare “spirali mortali” in cui i giovani possono restare intrappolati, esponendosi a contenuti dannosi.

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