Turismo in calo a Vicenza, Benigno (FDI): “Prima volta in 10 anni, crolla la Cinecittà di Possamai, è un fallimento”

«Sono i numeri, non le opinioni, a far crollare il castello di carta della narrazione idilliaca del sindaco Possamai. Dopo anni di crescita ininterrotta dal 2014, escluso il calo del 2020 dovuto al Covid, per la prima volta si registra una flessione delle presenze. Un dato che allarma e che suggella il fallimento dell’amministrazione Possamai».
Lo dichiara Alessandro Benigno, presidente cittadino di Fratelli d’Italia Vicenza, commentando i dati diffusi dalla Regione Veneto che segnano una diminuzione dei flussi turistici nel capoluogo berico.
Nel 2025 Vicenza ha perso 11.709 arrivi, passando dai 255.865 del 2024 ai 244.156 (-4,6%), e 23.142 pernottamenti, scendendo da 570.471 a 547.329. «Non è un semplice assestamento statistico – sottolinea Benigno – ma un’inversione di tendenza che arriva dopo oltre un decennio di crescita. Un segnale politico chiaro».
Nel mirino del presidente cittadino di Fratelli d’Italia finiscono gli annunci del sindaco. «Parla di un albergo da 120 camere e di una nuova struttura in contra’ Santa Corona, nell’ex tribunale, mentre i turisti diminuiscono. È una proposta roboante e scollegata dalla realtà. Prima si rende attrattiva la città, poi si aumentano i posti letto. Possamai intende fare il contrario».
Benigno denuncia «ipocrisia e mancanza di rispetto verso i commercianti che resistono nonostante le difficoltà del centro storico, segnato anche da episodi di degrado, e verso tutti i vicentini che hanno a cuore la città. Il minimo sarebbe un atteggiamento prudente. Prima di annunciare nuovi alberghi, si consolidino i flussi esistenti e si sostenga chi ogni giorno tiene accese le luci delle vetrine nel cuore della città».
Duro anche il giudizio sulla comunicazione del sindaco. «La succursale di Cinecittà, ovvero l’Ufficio propaganda di Palazzo Trissino, produce video patinati che farebbero invidia agli studios romani. Davvero belli, lo dico senza ipocrisia. Ma Vicenza non è un set cinematografico: servono contenuti reali, visione e risultati concreti. Il castello di carta sta cedendo sotto il peso dei numeri».
Benigno definisce poi «surreale» l’episodio della scorsa estate, quando l’assessore alla Cultura Ilaria Fantin annunciò una conferenza stampa per preannunciarne un’altra, prevista per settembre, sul tema delle grandi mostre. «Da allora tutto tace – incalza –. È il simbolo di un’amministrazione che comunica molto e conclude poco: una politica fatta di annunci, senza effetti tangibili sulla crescita e sullo sviluppo della città».
Sul fronte culturale, Benigno riconosce il valore di alcune iniziative, ma ne contesta l’impostazione. «Apprezzabile il recupero dell’Olimpichetto e l’impegno di chi ha contribuito a riportarlo in vita. Ma non si può celebrare una miniatura quando, a poche centinaia di metri, c’è il Teatro Olimpico, patrimonio Unesco. È fumo negli occhi. Chiediamo che vengano resi noti i numeri dei visitatori dell’esposizione in Basilica e quanti visitatori questa esposizione abbia sottratto al vero Teatro Olimpico: la trasparenza viene prima della propaganda».
Benigno interviene anche sul futuro dell’ex Cinema Corso: «Ben venga una nuova occasione di rilancio. Ma prima di parlare di “centro delle culture contemporanee”, con un linguaggio radical chic che sa di vetero comunismo anni ’70, questa amministrazione pensi a mettere a sistema i gioielli del centro storico».
Infine, l’affondo politico: «I grandi eventi finora celebrati non sono frutto dell’opera dell’amministrazione Possamai. L’Adunata degli Alpini è stata portata a Vicenza dalla precedente amministrazione Rucco di centrodestra, la tappa del Giro d’Italia dal presidente Luca Zaia. Anche il viaggio della fiamma olimpica era evidentemente già tracciato. Quegli eventi sono passati: non si può vivere di rendita all’infinito».
E conclude con una provocazione: «Quest’anno ha preso il via l’Anno Giubilare Mariano. Possamai dirà che è merito suo perché glielo ha detto in apparizione la Madonna? Basta spot: servono serietà, rispetto per commercianti e vicentini e una visione concreta per il futuro della città».
















