30 Marzo 2026 - 15.44

Trump minaccia Kharg e cresce il rischio blocco del Bab el-Mandeb: a rischio il 15% del commercio mondiale

Le tensioni in Medio Oriente tornano a crescere e mettono sotto pressione uno dei nodi più delicati del commercio globale. Da un lato le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, dall’altro il possibile coinvolgimento degli Houthi nello scenario marittimo internazionale.

Trump ha lanciato un duro avvertimento nei confronti dell’Iran, minacciando di “annientare” l’isola di Kharg nel caso in cui i negoziati non si concludano rapidamente. In un messaggio pubblicato sul suo social Truth, il presidente ha parlato di “progressi significativi” nei colloqui, ma ha anche chiarito che, in assenza di un accordo e con lo Stretto di Hormuz non pienamente operativo, gli Stati Uniti potrebbero colpire infrastrutture strategiche iraniane, tra cui centrali elettriche, pozzi petroliferi e impianti di desalinizzazione.

Parallelamente, cresce la preoccupazione per un altro snodo cruciale: lo Stretto di Bab el-Mandeb. Dopo settimane di relativa discrezione, gli Houthi dello Yemen – alleati di Teheran – sono tornati a rivendicare attacchi contro Israele, dichiarando che le operazioni proseguiranno fino al raggiungimento degli obiettivi.

Il timore è che il gruppo possa estendere le proprie azioni anche al traffico marittimo, mettendo a rischio uno dei corridoi più strategici del pianeta. Secondo gli analisti, circa il 15% del commercio marittimo mondiale transita proprio attraverso Bab el-Mandeb: petrolio dal Golfo Persico e merci dall’Asia dirette verso l’Europa attraversano quotidianamente questo passaggio.

Un eventuale blocco costringerebbe le navi a deviare lungo rotte alternative, circumnavigando il Capo di Buona Speranza. Una soluzione che comporterebbe tempi di viaggio più lunghi e costi significativamente più elevati, con ripercussioni dirette sui prezzi globali e sulle catene di approvvigionamento.

Gli Houthi, del resto, hanno già dimostrato una forte capacità operativa: dal 2023 hanno effettuato circa 500 attacchi nel Mar Rosso, colpendo 170 navi mercantili e lanciando centinaia di droni e missili contro obiettivi israeliani.

In questo contesto, il rischio è quello di una nuova fase di instabilità che potrebbe aggravare ulteriormente una situazione già segnata da tensioni militari e fragilità economiche globali.

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Testata Street Tg Autorizzazione: Tribunale Di Vicenza N. 1286 Del 24 Aprile 2013

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