SCHIO – Scuole a rifiuti zero?
Le politiche di prevenzione e minimizzazione della produzione di rifiuti, il riciclo e la raccolta differenziata, negli ultimi anni hanno maturato una rilevanza importante a livello europeo, nazionale e locale.
Nello specifico, la Regione Veneto, con il piano di gestione dei rifiuti approvato nel 2015, ha fissato l’obiettivo del 76% di raccolta differenziata entro il 2020. Il raggiungimento di tale obiettivo necessita il coinvolgimento di tutti, in modo particolare i Comuni.
Perciò tra i programmi dell’Amministrazione Comunale di Schio c’è un progetto che prevede la modifica delle modalità di raccolta, incrementando il porta a porta. Ogni modifica, richiede il cambio di abitudini della cittadinanza, rendendo fondamentale una campagna di comunicazione ed educazione ambientale. In questo ambito, il ruolo delle scuole è indispensabile.
Il progetto di Legambiente Schio – Valleogra: “una scuola a rifiuti zero” è stato quindi molto apprezzato dal Comune di Schio. L’obiettivo principale è educare i bambini alla raccolta differenziata anche nell’ambito scolastico, cercando di esportare le abitudini di casa anche negli ambienti esterni. Il progetto, oltre all’educazione, prevede la predisposizione di spazi idonei alla raccolta.
Per l’anno scolastico 2015-2016 saranno coinvolte le Scuole Primarie e saranno installate le isole ecologiche nelle Secondarie di Primo Grado, dove i ragazzi saranno educati dalla scuola stessa.
“Una Scuola a rifiuti zero” riguarderà la predisposizione di spazi per conferire i rifiuti in modo differenziato, le attività educative e la sensibilizzazione al personale docente e non docente.
“Gli attori protagonisti della raccolta differenziata, e quindi la possibilità di avviare a recupero i materiali di scarto anziché incenerirli come rifiuto, sono i cittadini – dichiara Anna Donà, assessore all’Ambiente – compito dell’amministrazione è quello di mettere a disposizione gli strumenti operativi più idonei a favorire l’aumento della differenziazione e fornire informazione puntuali sulle buone pratiche.
Le scuole in cui crescono le nuove generazioni sono il primo nucleo educativo che può promuovere abitudini corrette, che devono diventare parte del nostro sistema civico e culturale”.














