17 Marzo 2026 - 10.16
Referendum Giustizia 2026: 5 motivi per votare ‘Sì’ e 5 motivi per votare ‘No’

di Umberto Baldo
Memorandum Referendum Giustizia (22-23 Marzo 2026)
Il 22 e 23 marzo gli italiani sono chiamati alle urne per confermare o respingere la riforma della magistratura. Non è previsto un quorum: la decisione spetta a chi vota, indipendentemente dall’affluenza. Il cuore del quesito riguarda la separazione delle carriere tra giudici e PM ed il nuovo sistema di autogoverno dei Magistrati.
Ecco i 10 punti chiave per decidere consapevolmente.
Le ragioni del SÌ (Per approvare la riforma)
- Imparzialità del Giudice: La separazione delle carriere tra chi accusa (PM) e chi giudica garantisce un giudice “terzo” e imparziale, evitando l’eccessiva vicinanza professionale tra Magistrati che giudicano con quelli della pubblica accusa.
- Stop alle “Correnti”: L’introduzione del sorteggio per la composizione dei due CSM (uno per i Giudici, uno per i PM) mira a scardinare il potere dei gruppi associativi e delle lobby interne alla magistratura.
- Responsabilità Disciplinare: L’istituzione dell’Alta Corte disciplinare garantisce che le sanzioni ai magistrati siano decise da un organo esterno e indipendente dai CSM, evitando favori e logiche corporative.
- Efficienza del Sistema: Suddividere le competenze organizzative permette una gestione più mirata delle risorse e del personale, rispondendo alle criticità specifiche di ogni funzione.
- Allineamento Internazionale: Il modello di carriere separate è già presente in molte democrazie occidentali liberali, dove la funzione inquirente e quella giudicante sono nettamente distinte.
Le ragioni del NO (Per mantenere la Costituzione attuale)
- Rischio PM “Super-Poliziotto”: La separazione potrebbe isolare i Pubblici Ministeri dalla cultura del giudizio, rendendoli più simili ad agenti di polizia, e potenzialmente più influenzabili dal potere politico.
- Erosione dell’Indipendenza: Molti giuristi temono che la riforma indebolisca l’autonomia della Magistratura nel suo complesso, esponendola maggiormente a pressioni esterne e interferenze governative.
- Il Sorteggio come “Azzardo”: Affidare alla sorte la scelta dei membri degli organi di governo della magistratura è visto come un abbassamento della qualità democratica e della competenza professionale.
- Costi e Burocrazia: Creare tre organismi indipendenti (due CSM e un’Alta Corte) al posto di uno solo triplicherebbe i costi di gestione e aumenterebbe la frammentazione amministrativa.
- Nessun Ricorso in Cassazione: La riforma prevede che contro le decisioni dell’Alta Corte non si possa ricorrere in Cassazione, privando i magistrati di una garanzia di legittimità concessa a ogni altro cittadino.
Nota per il lettore: Il referendum è di tipo confermativo. Votando SÌ si sceglie di modificare la Costituzione; votando NO si sceglie di mantenere le regole attuali.










