3 Aprile 2026 - 15.17

Padova – Bimba di 5 anni rischia di essere allontanata dalla madre: scatta l’allarme su possibili “madrectomie giudiziarie”

PADOVA – Una vicenda delicata, che solleva interrogativi profondi sul tema della tutela dei minori nei procedimenti familiari, è stata portata all’attenzione pubblica dall’associazione MovimentiAMOci. Al centro del caso una bambina di 5 anni – indicata con il nome di fantasia “Alba” per tutelarne la privacy – che potrebbe essere allontanata dalla madre e collocata presso il padre nell’ambito di una separazione giudiziale in corso al Tribunale civile di Padova.

La bambina vive da sempre con la madre in provincia di Padova, dove frequenta la scuola dell’infanzia ed è inserita nel contesto sociale locale, partecipando anche ad attività sportive. In una prima fase del procedimento, avviato nel 2023, il Tribunale aveva disposto l’affidamento condiviso con collocamento prevalente presso la madre, ritenendo entrambi i genitori idonei sulla base di una consulenza tecnica d’ufficio.

Con il tempo, però, la situazione è cambiata: la minore avrebbe iniziato a manifestare un crescente rifiuto nei confronti del padre, arrivando a mostrare agitazione e opposizione agli incontri. Nel 2025 è stata quindi disposta una nuova consulenza tecnica per approfondire le ragioni di questo comportamento.

Durante tale attività peritale è stata depositata una registrazione audio, effettuata dal padre senza il consenso della madre, relativa a un momento privato avvenuto in casa. In seguito a questo elemento, la consulente tecnica ha presentato un’istanza urgente chiedendo l’allontanamento della bambina dalla madre e il suo collocamento presso il padre, con contatti madre-figlia limitati a incontri protetti e telefonate supervisionate.

L’associazione MovimentiAMOci esprime forte preoccupazione per una misura che comporterebbe, secondo quanto evidenziato, uno sradicamento improvviso della bambina dal proprio ambiente di vita, dalla casa, dalla scuola e dalle relazioni costruite nel territorio.

Tra i punti più critici segnalati vi è anche il riferimento, nella relazione peritale, alla letteratura sul cosiddetto “rifiuto genitoriale”, tema ampiamente dibattuto nella comunità scientifica e giuridica. L’associazione ricorda che la giurisprudenza della Corte di Cassazione ha più volte chiarito come teorie riconducibili alla cosiddetta “sindrome di alienazione parentale” non costituiscano una diagnosi scientificamente validata e non possano essere utilizzate automaticamente come base per decisioni così incisive sulla vita dei minori.

Nel dibattito pubblico, situazioni di separazione forzata tra madre e figlio derivanti da decisioni giudiziarie vengono talvolta definite “madrectomie”, un termine utilizzato per indicare la rottura improvvisa di un legame primario.

MovimentiAMOci richiama quindi l’attenzione sui possibili effetti traumatici di provvedimenti di questo tipo, sottolineando la necessità di una valutazione rigorosa delle conseguenze psicologiche ed emotive sui bambini. A supporto di questa posizione viene citato anche un recente caso veneto in cui la Corte d’Appello ha revocato il collocamento in comunità di un minore, evidenziando la mancanza di un’adeguata analisi dell’impatto dell’allontanamento.

Il principio ribadito è chiaro: l’allontanamento di un minore rappresenta una misura estrema, che deve essere adottata solo dopo un’attenta e approfondita valutazione dei suoi effetti sull’equilibrio del bambino.

Per questo motivo viene chiesta la massima attenzione da parte delle istituzioni, della società civile e degli organi di informazione su una vicenda che solleva questioni sensibili e complesse. Le decisioni che riguardano i minori, viene sottolineato, devono essere guidate da prudenza, responsabilità e dal rispetto dei legami affettivi fondamentali.

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Testata Street Tg Autorizzazione: Tribunale Di Vicenza N. 1286 Del 24 Aprile 2013

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