6 Febbraio 2026 - 9.42

Omicidio dell’85enne in Chianti, in carcere la nipote e una vicentina: rapina, gioielli e depistaggi

SIENA – C’è anche una 25enne della provincia di Vicenza tra le due donne arrestate con l’accusa di omicidio aggravato e rapina per la morte di Franca Genovini, l’anziana di 85 anni trovata senza vita il 7 agosto 2024 nella propria abitazione a Castellina in Chianti, dove viveva da sola.

Le misure cautelari in carcere sono state eseguite su ordinanza del GIP del Tribunale di Siena, al termine di una lunga e articolata indagine condotta dalla Procura della Repubblica e dai Carabinieri. In cella sono finite una 37enne della provincia di Siena, nipote della vittima, e una 25enne vicentina.

In un primo momento il decesso dell’anziana era stato attribuito a un malore, ma gli approfondimenti investigativi hanno progressivamente portato gli inquirenti a ipotizzare un omicidio, fino all’attuale svolta giudiziaria.

Le accuse: omicidio premeditato, rapina e autoriciclaggio

Le due donne sono accusate, a vario titolo, di omicidio aggravato dalla premeditazione e dal nesso teleologico, oltre che – per la nipote – dal vincolo familiare. Contestata anche la rapina pluriaggravata, con l’asportazione di numerosi gioielli in oro per un valore superiore ai 6.000 euro, 3.000 euro in contanti, una carta Postamat e altri beni personali dell’anziana.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, parte dell’oro sottratto sarebbe stato rivenduto a un compro oro di Poggibonsi, configurando anche il reato di autoriciclaggio. La carta Postamat della vittima sarebbe invece stata utilizzata per prelievi e movimenti di denaro effettuati in uffici postali del Veneto.

Le violenze e il depistaggio

L’autopsia eseguita sul corpo di Franca Genovini ha evidenziato segni di violenza, elemento che ha definitivamente fatto cadere l’ipotesi di una morte naturale e rafforzato quella di una truffa ai danni di una persona anziana degenerata in tragedia.

Nel corso delle indagini è emerso anche un presunto tentativo di depistaggio: la 37enne senese è accusata di calunnia, per aver accusato ingiustamente due cittadini macedoni, simulando un reato al fine di sviare le indagini.

Le indagini e l’arresto

Procura e Carabinieri hanno ricostruito l’intera vicenda attraverso testimonianze, analisi delle immagini di videosorveglianza pubblica e riscontri patrimoniali, risalendo progressivamente alle due indagate. Gli elementi raccolti hanno consentito di superare definitivamente la tesi del decesso per cause naturali e di arrivare all’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Le due donne si trovano ora a disposizione dell’autorità giudiziaria, mentre l’inchiesta prosegue per chiarire ogni ulteriore responsabilità legata alla morte dell’anziana.

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