Messico in fiamme dopo l’uccisione del re dei narcos “El Mencho”: caos e violenza in otto stati

La morte di Nemesio Rubén Oseguera Cervantes, noto come “El Mencho”, boss del cartello Jalisco Nuova Generazione e uno dei narcotrafficanti più ricercati al mondo, ha scatenato un’ondata di violenza senza precedenti in Messico. Auto incendiate, uomini armati sulle strade e posti di blocco “narco” hanno colpito almeno otto stati, tra cui Jalisco, Guanajuato, Nayarit, Michoacán, Colima, Guerrero, Tamaulipas e Zacatecas.
El Mencho, 59 anni, ex agente di polizia e fondatore di uno dei cartelli più potenti e violenti del Messico, è stato ucciso domenica a Jalisco insieme ad almeno sei complici. Quattro membri del cartello sono morti sul posto, mentre altri tre, tra cui il boss, sono deceduti durante il trasporto aereo verso Città del Messico. Due sospetti sono stati arrestati con armi pesanti, tra cui lanciarazzi.
L’operazione, condotta dalle forze speciali messicane con supporto di intelligence statunitense, ha provocato anche vittime tra le forze dell’ordine: una guardia nazionale è morta a Tapalpa, sei a Zapopan, una guardia carceraria a Puerto Vallarta e un agente della procura a Guadalajara. Tre militari sono rimasti feriti.
I disordini hanno avuto impatto anche sulla vita civile: scuole chiuse, trasporti sospesi, voli internazionali cancellati, tra cui quelli per Puerto Vallarta da parte di Air Canada, e la capitale Jalisco trasformata in città fantasma. Il governatore Pablo Lemus Navarro ha invitato 8 milioni di cittadini a rimanere a casa. L’ambasciata americana ha emesso un avviso di sicurezza per cinque stati colpiti.
Gli Stati Uniti avevano offerto una ricompensa di 15 milioni di dollari per la cattura di El Mencho, accusato di traffico di cocaina, fentanyl e metanfetamina, e di tentati omicidi di funzionari. Alti funzionari statunitensi hanno salutato la sua uccisione come “un grande passo avanti per Messico, America Latina e mondo”. La presidente del Messico, Claudia Sheinbaum, ha sottolineato il coordinamento tra governo federale e stati e ha chiesto calma ai cittadini.
















