16 Marzo 2026 - 11.07

Guerra in Iran: imprese vicentine e veronesi alle prese con i rincari

 È l’energia elettrica a guidare la classifica dei rincari a due settimane dall’inizio del conflitto in Iran, seguita da rame, ferro, alluminio e carburanti, mentre si registrano rialzi più contenuti per l’acciaio e restano stabili i prezzi delle farine. Questo il quadro che emerge da un monitoraggio realizzato da CNA presso un campione di imprese, che rileva un aumento diffuso dei prezzi dei materiali, l’inizio di tensioni sull’approvvigionamento e un forte incremento dei costi di spedizione e delle coperture assicurative.

Il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica ha registrato un aumento del 60%, in linea con l’andamento del gas sulla piazza di Amsterdam. Il prezzo medio delle ultime due settimane si attesta a 143 euro/MWh, ben superiore ai valori registrati in altri Paesi europei.

Una dinamica che rischia di avere effetti significativi anche sul sistema produttivo di Vicenza e Verona, territori ad alta concentrazione manifatturiera e artigianale. Le due province sono tra quelle che già pagano il conto energetico più pesante: secondo stime recenti, il caro energia ha generato extra costi per circa 62 milioni di euro per le imprese vicentine e 46 milioni per quelle veronesi, collocandole tra le province più colpite a livello nazionale.

Dopo l’energia elettrica, i maggiori rialzi riguardano il rame con aumenti che sfiorano il 40%, consolidando un trend in atto da oltre un mese, sostenuto dalla forte domanda dei settori automotive e data center. A seguire ferro e profilati di alluminio, con aumenti intorno al 20%.

Per il territorio di Vicenza e Verona questo significa pressioni dirette su filiere industriali centrali: dalla meccanica e metalmeccanica del vicentino ai comparti della lavorazione dei metalli, fino al distretto del marmo e della pietra tra Verona e Vicenza, che conta centinaia di imprese e migliaia di addetti nella trasformazione dei materiali.

Il settore delle costruzioni segnala incrementi del 18% per il conglomerato bituminoso e del 10% per il calcestruzzo, mentre nel comparto della meccanica alcune plastiche registrano aumenti fino al 30%.

Va leggermente meglio per l’acciaio: i coils zincati segnano un aumento del 4%, i laminati a caldo del 3% e restano sostanzialmente stabili i laminati a freddo. Tuttavia da inizio anno tre semilavorati mostrano comunque incrementi intorno al 10%.

Anche il legno comincia a risentire delle tensioni sui mercati con rialzi tra il 10 e il 15%. Dopo la fiammata iniziale si è stabilizzato invece il prezzo dei carburanti: +15% per il gasolio e meno del 10% per la benzina.

Un ulteriore elemento di criticità riguarda l’instabilità dei listini: in molti casi le quotazioni dei materiali sono valide solo per 24 ore e per alcuni prodotti, come tubazioni e raccordi in PVC, i fornitori accettano gli ordini con riserva di aggiornamento prezzi.

Prezzi stabili per le farine, ma il comparto dei prodotti da forno resta tra i più sensibili alle variazioni dell’energia: le bollette incidono per circa il 14% dei costi di produzione.

L’impatto maggiore riguarda le attività ad alta intensità energetica. Nel settore dei lapidei, molto diffuso tra Verona e Vicenza, il costo dell’energia può arrivare a rappresentare tra il 30 e il 35% dei costi totali di trasformazione, mentre per le tinto-lavanderie l’incidenza arriva fino al 40%.

«Non è solo il costo dell’energia a preoccupare le imprese. Ai rincari di elettricità e carburanti si stanno sommando aumenti diffusi sulle materie prime – dal rame all’alluminio, dal bitume alle plastiche – e in alcuni casi iniziano a emergere difficoltà di approvvigionamento. In un territorio manifatturiero come quello di Vicenza e Verona, dove la filiera delle piccole e medie imprese è molto interconnessa, questa combinazione di fattori rischia di comprimere i margini e rallentare la produzione. Per questo è necessario agire subito con misure che aiutino le imprese a reggere l’urto dei costi energetici e a garantire stabilità alle filiere produttive», sottolinea il presidente di CNA Veneto Ovest, Diego Stimoli.

Comunicazione e Pubbliche Relazioni

CNA Veneto Ovest

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