Al via “Aria di Vicenza”: centraline anti-smog, mappa delle isole di calore e un nuovo bosco urbano

Comune di Vicenza e Università di Padova e Verona presentano il progetto vincitore del bando “Capitale naturale 2025” di Fondazione Cariverona per mitigare le sofferenze dell’ecosistema urbano
Data: 12/02/2026
Ambiente – Aria
Comunicato stampa
Con il kick-off meeting che si è tenuto questa mattina nella sala del consiglio comunale ha preso ufficialmente il via “Aria di Vicenza – Azioni Razionali per l’Inverdimento Ambientale”, il progetto che vede il Comune di Vicenza capofila e che si è aggiudicato il bando “Capitale naturale 2025” della Fondazione Cariverona.
Il progetto sarà finanziato con 380 mila euro dalla Fondazione Cariverona e coinvolge, oltre al Comune di Vicenza, l’Università di Padova e l’Università di Verona come partner scientifici, insieme ad Arpav, Wwf e Rete Apicoltori Veneto come partner sostenitori. Previsto anche il coinvolgimento delle scuole cittadine nella raccolta e nell’analisi di specifici indicatori ambientali.
Un piano scientifico per decidere dove e come piantare alberi
«L’obiettivo del progetto – spiega l’assessore all’Ambiente, alle politiche energetiche e al patrimonio del Comune di Vicenza, Sara Baldinato – è aiutarci a realizzare un piano razionale di inverdimento e di piantumazione della città, finalizzato a contrastare in modo efficace le criticità e le sofferenze dell’ecosistema urbano. L’approccio è innovativo perché parte dall’identificazione puntuale delle problematiche del territorio – dall’inquinamento dell’aria alle isole di calore, con i correlati effetti sulla salute – per proporre soluzioni di mitigazione reali e concrete».
Il progetto, della durata di 36 mesi, è stato illustrato nel dettaglio da Linda Avesani, professoressa associata di Genetica agraria del Dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona, e da Catherine Dezio, architetto urbanista e professoressa associata di Pianificazione urbanistica del Dipartimento Territorio e Sistemi agroforestali dell’Università di Padova.
Durante la presentazione:
- Riccardo Greco, dottore in Biotecnologie agro-alimentari dell’Università di Verona, ha approfondito il tema degli “Indicatori per la sostenibilità e il rapporto tra biodiversità, clima e benessere urbano a Vicenza”;
- Alessandro Marcon, docente dell’Università di Verona, ha parlato di “Infrastrutture verdi, isole di calore e qualità dell’aria: dalla mitigazione ambientale all’impatto sulla salute”;
- Thomas Campagnaro, docente dell’Università di Padova, ha affrontato il tema “Alberi in città: pianificazione e gestione per la biodiversità urbana”;
- l’architetta Giulia Vallone ha presentato una relazione dal titolo “Ci vuole (più di) un fiore: nature-based solutions per una città resiliente”.
Centraline per mappare aria e calore
Il progetto prevede tre interventi su diverse scale spaziali.
Il primo intervento, di scala comunale, consiste nell’installazione di due centraline per il rilevamento della qualità dell’aria e di 22 centraline per la misurazione della temperatura, con l’obiettivo di individuare i punti critici legati all’effetto “isole di calore”.
La rete di centraline rappresenta uno dei punti di forza dell’iniziativa: gli strumenti resteranno di proprietà del Comune e continueranno a funzionare anche oltre la durata del progetto, consentendo una raccolta dati prolungata nel tempo. Le informazioni raccolte serviranno a mappare le criticità urbane e individuare con precisione i siti in cui intervenire con nuove piantumazioni.
Un nuovo bosco urbano e interventi mirati
Accanto alla fase di monitoraggio, sono previsti due interventi locali mirati.
Il primo consiste nella realizzazione di un nuovo bosco urbano di circa 2.000 metri quadrati in un’area di proprietà comunale, che sarà oggetto di monitoraggio costante.
Successivamente, verranno attuati interventi analoghi in uno o più punti critici individuati grazie ai dati raccolti dalle centraline, con l’obiettivo di migliorare concretamente la qualità dell’aria e mitigare le criticità climatiche.
Il ruolo delle scuole e il biomonitoraggio
Un aspetto qualificante del progetto è il coinvolgimento delle scuole, che parteciperanno alle attività di biomonitoraggio, attraverso la raccolta e l’analisi di campioni di miele e licheni.
Il miele è indicatore della biodiversità vegetale, mentre i licheni rappresentano un efficace bioindicatore della qualità dell’aria. Il loro studio permetterà di integrare i dati strumentali con indicatori biologici, rafforzando la lettura complessiva dello stato dell’ecosistema urbano.
Con “Aria di Vicenza” il Comune punta quindi a trasformare l’inverdimento urbano in una strategia pianificata e scientificamente guidata, fondata su dati ambientali, monitoraggio continuo e interventi mirati, con l’obiettivo di rendere la città più resiliente, più sana e più sostenibile.
















