Ascolti giù e Sanremo “alla Italietta”: troppo neomelodico e poca scintilla nella prima serata

La prima serata di Sanremo 2026 ha raccolto 9,6 milioni di spettatori con il 58% di share, un risultato robusto in termini assoluti ma distante dai 12,6 milioni e 65,3% di share dell’esordio dello scorso anno, che resta un punto di riferimento difficile da eguagliare.
Nonostante il Festival sia per tradizione un colosso televisivo, sui social la prima serata è stata accolta con una dose di ironia mista a delusione: “troppe note neomelodiche da playlist da Italietta” e “più sanremo da aperitivo che da batticuore” sono alcuni dei commenti ricorrenti tra gli utenti, che osservano come più di una canzone abbia cercato leziosità melodiche con risultati che appaiono diluiti nel contesto competitivo dell’Ariston.
La scaletta ha visto alternarsi tutti i 30 Big in gara: dalla partenza con Ditonellapiaga e il suo Che fastidio! fino ad arrivare a nomi classici come Arisa, Fedez & Marco Masini, Levante, Fulminacci e molti altri.
Alcune esibizioni hanno catturato l’attenzione più per la teatralità o lo stile che per la forza delle canzoni: Fedez e Marco Masini con Male necessario hanno ottenuto applausi calorosi dal pubblico in sala, mentre Olly ha aperto con Balorda nostalgia, portando sul palco il ricordo della sua affermazione dell’anno scorso.
La performance di Dargen D’Amico con Ai Ai ha ricevuto critiche tiepide, etichettata da molti commentatori come poco coinvolgente e persino svogliata, mentre l’esibizione di Arisa con Magica favola è stata giudicata da alcuni recensori come troppo “fiabesca”, priva di mordente nonostante la presenza scenica dell’artista.
Altri nomi importanti, come Leo Gassmann con Naturale o Sayf con Tu mi piaci tanto, hanno portato varietà stilistica, ma senza generare l’onda emotiva che in passato aveva contraddistinto alcune serate inaugurali.
Tra battute ironiche sulla “serenata italiana XXL” e commenti che notano come alcune ballate ricordino più atmosfere da piano bar che esplosioni di brivido, l’apertura di Sanremo 2026 resta un Festival tecnicamente ben confezionato ma giudicato da molti utenti online poco incisivo nel ritmo e nell’effetto sorpresa.
Restano comunque momenti apprezzati, come la presenza scenica di Laura Pausini alla conduzione e il ritorno sul palco dell’Ariston di artisti storici, così come le esibizioni di chi ha saputo portare un tocco di energia. La sfida per le prossime serate sarà trasformare la competizione da evento ordinato a spettacolo capace di far discutere e – perché no – far dimenticare i numeri della Champions e i paragoni con l’edizione passata.
















