Il San Bassiano si rinnova, al via il maxi progetto

È stato definito il progetto di adeguamento antisismico e antincendio che prevede
anche il rifacimento del blocco operatorio e la realizzazione di un nuovo polo endoscopico.
L’investimento complessivo sarà di 25 milioni di euro: i lavori partiranno a inizio 2027 e dureranno circa 2 anni

L’ospedale San Bassiano si appresta a cambiare volto, anche se la grande maggioranza degli utenti non coglierà le differenze esternamente: l’ULSS 7 Pedemontana ha definito il progetto relativo al maxi piano di riqualificazione che prevede da una parte un significativo miglioramento della resistenza antisismica della struttura, dall’altra il rifacimento del gruppo operatorio e la creazione di un nuovo polo endoscopico. Il tutto per un investimento complessivo stimato di 25 milioni di euro finanziato in base ad un accordo di programma tra la Regione del Veneto e i Ministeri della Salute e delle Finanze, con inizio dei lavori previsto indicativamente all’inizio del prossimo anno e durata stimata di circa 2 anni.
«Il San Bassiano è un ospedale relativamente giovane, ma ha comunque oltre 40 anni e in sanità l’innovazione corre veloce – commenta il Direttore Generale dell’ULSS 7 Pedemontana Carlo Bramezza -. In questo arco di tempo sono cambiati i modelli organizzativi, le tecnologie e anche e esigenze assistenziali, pensiamo al grande sviluppo della day e week surgery e della chirurgia mininvasiva, ma anche all’attenzione rispetto alla circolazione di virus e batteri. Abbiamo dunque voluto cogliere l’opportunità data dal maxi piano di intervento antisismico per un importante aggiornamento del gruppo operatorio, e allo stesso tempo per la creazione di un nuovo polo endoscopico. In questo modo andremo ad sostenere l’ulteriore crescita qualitativa e quantitativa dell’attività chirurgica svolta al San Bassiano, già all’avanguardia per la grande tradizione nella chirurgia robotica, creando allo stesso tempo un polo di eccellenza per le procedure in endoscopia, anche in considerazione dello sviluppo di questa metodica sia sul piano diagnostico che interventistico. Il San Bassiano sarà dunque un ospedale sempre all’avanguardia, in linea con gli standard dei nosocomi di nuova generazione, ma soprattutto un ospedale dove in nostri medici potranno lavorare al meglio per il bene dei pazienti e allo stesso tempo sempre più attrattivo per gli specializzanti e i giovani specialisti».

Per quanto riguarda l’adeguamento antisismico, l’intervento riguarderà alcune aree del 2° (dove ha sede il blocco operatorio), 3° (in uno spazio terrazzato ora inutilizzato) e 4° (dove vi è la day e week surgery), oltre al primo piano interrato (in corrispondenza del polo endoscopico).
I lavori inizieranno dal piano interrato e dal 4° piano, e parallelamente si procederà anche agli interventi sull’area terrazzata al 3° piano, dove sarà realizzato un nuovo locale tecnico all’interno del quale saranno collocate le nuove Unità di Trattamento Aria a servizio delle sale operatorie; successivamente avverrà la cantierizzazione del blocco operatorio al 2° secondo, che avverrà in più fasi allo scopo di garantire la continuità dell’attività del blocco operatorio, permettendo di avere almeno 4 sale operatorie sempre funzionanti.
Ma come detto il focus dell’intervento non riguarda solo la sicurezza in caso di terremoto: infatti l’Azienda ha voluto cogliere l’occasione di lavori che sarebbero stati comunque molto significativi e invasivi per migliorare anche la funzionalità di alcune aree nell’ottica di sostenere un ammodernamento e potenziamento futuro della struttura.
In questa prospettiva, al 2° piano sarà completamente rinnovato il blocco operatorio, che potrà contare su 7 nuove sale operatorie, oltre alla sala ibrida di recente realizzazione che non sarà oggetto di interventi; tra queste, una sala sarà studiata con accortezze specifiche per i pazienti infetti. Il progetto prevede inoltre ampie aree preparazione in prossimità dell’accesso alle sale; recovery room con 5 posti letto; ampi spogliatoi per il personale ed ambienti di servizio ed accessori; aree ordinate di sosta per le attrezzature in prossimità di ogni sala.
Il tutto potendo contare sulle tecnologie più evolute e sui più avanzati standard di sicurezza: infatti tutte le nuove sale operatorie di chirurgia, insieme ai relativi sistemi impiantistici, sono state progettate per garantire una classe di pulizia dell’aria ISO 5 (la più elevata per le sale operatorie), grazie ad un adeguamento completo degli impianti di ventilazione e filtraggio dell’aria.
Particolare attenzione è stata posta anche alla scelta delle finiture del nuovo blocco operatorio, studiate per coniugare estetica, funzionalità e durata nel tempo.
Completamente rinnovata sarà anche l’area per la Day e Week Surgery, al 4° piano, dove saranno realizzate 4 sale operatorie (ora sono 3) più 2 nuovi ambulatori chirurgici e un’ampia sala per la preparazione e il risveglio dei pazienti con 7 postazioni, oltre ad un ulteriore locale per l’osservazione dei pazienti con altre 4 postazioni. Anche in questo caso una particolare attenzione sarà posta alla sicurezza, con l’adeguamento a standard più elevati per quanto riguarda la pulizia dell’aria (in questo caso le sale saranno di classe ISO 7)
Un altro intervento di grande rilievo sul piano funzionale riguarda la realizzazione, al primo piano interrato, di un maxi polo endoscopico, riunendo e potenziando così l’attività endoscopica finora svolta in vari ambulatori all’interno delle diverse unità operative. Il nuovo polo endoscopico infatti potrà contare su 5 sale di endoscopia, 4 ambulatori e 2 ulteriori locali per il colloquio con i pazienti, oltre ad un’ampia sala per la preparazione e il risveglio dei pazienti in grado di ospitare fino a 10 postazioni e ulteriori vani di servizio.
Un progetto destinato quindi a rivoluzionare per certi versi il San Bassiano: «Credo che questo progetto – conclude il Direttore Generale Carlo Bramezza -, del quale il San Bassiano e i suoi pazienti beneficeranno per molti anni, sia la migliore risposta a quanti hanno voluto attribuire a questa Direzione una scarsa attenzione nei confronti dell’ospedale di Bassano, al quale destineremo invece l’investimento più grande mai fatto nella storia di questa Azienda».

















