18 Febbraio 2026 - 11.54

Il Pil del Veneto cresce (+0,5%), rallenta l’export (-0,6%), ma turismo e porti volano

L’Ufficio di Statistica della Regione del Veneto ha pubblicato il Bollettino Socio-Economico Inverno 2026, con i principali dati congiunturali della regione, scaricabile qui.

Secondo le stime, il PIL veneto è aumentato del +0,5% nel 2025 e si prevede un incremento del +0,8% per il 2026, nonostante una leggera contrazione dell’export (-0,6% nei primi nove mesi del 2025, pari a -360 milioni di euro rispetto al 2024). I dati mostrano una performance positiva per le esportazioni agroalimentari (+5,7%), dei macchinari (+1%) e del comparto orafo (+2,4%). Tra i mercati principali, si segnala una ripresa verso Germania (+1,4%), Francia (+1,9%) e soprattutto Spagna (+225 milioni di euro), mentre le vendite verso USA (-5,9%) e Regno Unito (-20,8%) hanno registrato un calo significativo.

Il terzo trimestre 2025 ha evidenziato per il Veneto un tasso di occupazione del 69%, superiore al dato nazionale del 62,5%, e una disoccupazione stabile al 3,1% contro il 5,8% dell’Italia. Nel 2025 i porti di Venezia e Chioggia hanno movimentato 26 milioni di tonnellate di merci (+5,1%), mentre il settore crocieristico ha accolto 617.454 passeggeri (+3,4%).

Il turismo straniero in Veneto resta trainante: nel 2024 i visitatori hanno speso 7 miliardi di euro, con una spesa media di 136 euro al giorno e una valutazione del soggiorno di 8,9/10, grazie a cibo, ospitalità e qualità degli alloggi. I residenti veneti hanno speso all’estero 2,4 miliardi di euro nello stesso periodo.

Sul fronte demografico, al 1° gennaio 2025 la popolazione residente era di 4.853.472 abitanti, con una previsione di calo nei prossimi anni. L’invecchiamento è sempre più marcato, con 203 ultrasessantacinquenni ogni 100 giovani, mentre il numero di nascite continua a diminuire. La contrazione interessa anche le scuole: tra il 2015/16 e il 2023/24 le classi primarie e secondarie di primo grado hanno registrato riduzioni significative (-12% e -15% nelle prime e seconde classi della primaria), con aumento delle sezioni pluriclasse (+52%), tipiche di aree rurali e montane.

In ambito ambientale, la gestione dei rifiuti urbani in Veneto resta tra le migliori d’Italia. La raccolta differenziata ha raggiunto il 78,2% nel 2024, con picchi oltre l’85% a Treviso e Belluno. Il conferimento in discarica è drasticamente diminuito, mentre il 72% dei rifiuti è stato avviato al recupero. Il riciclo dei materiali ha raggiunto il 69%, già oltre l’obiettivo UE del 65% previsto per il 2035, confermando il Veneto come regione leader nella transizione verso un’economia circolare.

Il Bollettino Socio-Economico Inverno 2026 delinea dunque un Veneto con crescita moderata, buona occupazione, export in calo ma con settori di eccellenza, sfide demografiche legate all’invecchiamento e ottime performance ambientali, fornendo strumenti fondamentali per pianificare le politiche regionali future.

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