Veneto – Libretto dimenticato per 60 anni riemerge da un cassetto: oggi potrebbe valere una piccola fortuna

Un vecchio documento bancario rimasto nascosto per decenni in una casa di famiglia si trasforma in un caso dal potenziale valore sorprendente. È quanto accaduto a Giorgio Di Fede, residente a Padova, che ha ritrovato nella vecchia abitazione dei genitori un libretto di risparmio risalente al 1967 con un saldo di appena 2mila lire. Oggi, secondo una prima stima, quella cifra potrebbe essere cresciuta fino a sfiorare i 43mila euro.
Il libretto, emesso all’epoca dalla Cassa di Risparmio di Civitavecchia, è stato rinvenuto quasi per caso durante alcune operazioni di riordino. Dopo il ritrovamento, il documento è stato sottoposto a una valutazione tecnica che ha tenuto conto di interessi maturati, rivalutazione monetaria e capitalizzazione nel corso degli anni, arrivando a una cifra decisamente più consistente rispetto al valore originario.
Per fare chiarezza sulla possibilità di recuperare la somma, Di Fede si è affidato ai legali dell’Associazione Italia, realtà specializzata nella gestione di pratiche legate a titoli di credito datati, tra cui libretti bancari, buoni postali e titoli di Stato. L’obiettivo è ora quello di avviare le procedure nei confronti degli enti ritenuti competenti, in particolare Intesa Sanpaolo, subentrata alla banca originaria attraverso successive fusioni, e la Banca d’Italia.
Uno degli aspetti centrali della vicenda riguarda la questione della prescrizione. Secondo la linea sostenuta dai legali, il termine per richiedere il rimborso non partirebbe dalla data di emissione del libretto, ma dal momento in cui il documento è stato effettivamente ritrovato, considerando che il titolare non era a conoscenza dell’esistenza del credito.
Il caso riaccende l’attenzione su un fenomeno tutt’altro che marginale: in Italia si stima l’esistenza di milioni di titoli di credito “dormienti”, mai riscossi e spesso dimenticati, ma che in determinate condizioni potrebbero ancora essere oggetto di richiesta. Una materia complessa, su cui — secondo gli esperti del settore — persiste ancora scarsa informazione tra i cittadini.










