SCHIO – Nomade che vive in casa ATER ruba al cimitero, gli altri nomadi fanno 'scudo'

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Un furto, una donna individuata e denunciata con non poche difficoltà, considerando che si tratta di una nomade che vive in una casa Ater e che gli altri nomadi si sono raccolti per disturbare le perquisizioni della polizia locale. E’ successo a Schio.
Tutto inizia mercoledì 16 dicembre quando un ispettore ecologico ambientale in servizio al Comune di Torrebelvicino ha informato la Polizia Locale Alto Vicentino che un’autovettura parcheggiata al parcheggio del cimitero di Pievebelvicino era stata danneggiata e dall’interno era stata asportata una borsa con documenti vari. Il proprietario dell’autovettura L.C., 80enne, unitamente alla passeggera D.C. 77enne, entrambi di San Vito di Leguzzano, sono stati invitati al Comando Polizia Locale Alto Vicentino dove hanno sporto formale denuncia-querela. Grazie alle immagini delle videocamere presenti in loco, si è riusciti a risalire al numero di targa del veicolo utilizzato per effettuare il furto sull’autovettura in sosta, accertando peraltro che il furto con scasso era stato compiuto da due persone, un uomo ed una donna, e che quest’ultima aveva fatto da “palo” posizionandosi all’ingresso del cimitero e coprendo il complice nell’azione criminosa.
La proprietaria dell’auto è una donna nomade di 58 anni (iniziali L.H.) residente a Schio in un alloggio Ater ed a suo carico è stata pertanto richiesta all’Autorità Giudiziaria l’emissione di un decreto di perquisizione locale e veicolare. Venerdì 18 dicembre è avvenuta quindi la perquisizione, ma quando la polizia locale si è recata nell’appartmento erano presenti numerosi nomadi che hanno dato luogo a momenti di tensione. Alla fine non è stato rinvenuto quanto asportato avanti al cimitero di Pievebelvicino.
La donna, riconosciuta nelle immagini, è stata denunciata a piede libero per furto aggravato.
All’interno dell’abitazione venivano comunque rinvenute e sequestrate una Katana ed una pistola priva di tappo rosso. Sono in corso accertamenti per stabilire se tali ritrovamenti possano essere ricollegati a fatti criminosi.













