27 Marzo 2026 - 16.39

Putin a corto di soldi chiede aiuto agli oligarchi per finanziare la guerra: indiscrezioni dal Financial Times

Il Cremlino guarda sempre più alle grandi ricchezze interne per sostenere lo sforzo bellico. Secondo quanto riportato dal Financial Times, Vladimir Putin avrebbe chiesto agli oligarchi russi di contribuire direttamente al bilancio della difesa, messo sotto pressione dai costi crescenti della guerra in Ucraina.

L’indiscrezione arriva mentre Mosca prosegue l’invasione iniziata nel febbraio 2022, con l’obiettivo – sempre secondo il quotidiano – di consolidare il controllo sulle aree del Donbass orientale ancora fuori dalla propria influenza. Durante un recente incontro, almeno due uomini d’affari avrebbero già manifestato la disponibilità a sostenere economicamente lo sforzo militare.

La decisione si inserisce in un contesto economico sempre più complesso per la Russia. Le sanzioni internazionali, in particolare quelle statunitensi, hanno inciso pesantemente sulle entrate, costringendo il Paese a vendere petrolio a prezzi scontati. Il risultato è un deficit di bilancio che, nei primi due mesi dell’anno, ha già superato il 90% della previsione annuale.

Nel frattempo, la spesa militare continua a crescere: nel 2025 è aumentata del 42%, raggiungendo i 13.100 miliardi di rubli. Per far fronte alla situazione, il governo ha già introdotto una serie di misure fiscali, tra cui un’imposta straordinaria sugli extraprofitti delle grandi aziende – che nel 2023 ha fruttato 320 miliardi di rubli – e l’aumento dell’IVA al 22%, con l’obiettivo di raccogliere ulteriori risorse nei prossimi anni.

Il ministro dell’Economia Maxim Reshetnikov ha inoltre aperto alla possibilità di nuove tasse sugli extraprofitti, soprattutto se il rublo dovesse continuare a indebolirsi.

Nonostante le difficoltà, il Cremlino non chiude alla diplomazia. Il portavoce Dmitry Peskov ha dichiarato che Mosca resta interessata ai colloqui di pace con gli Stati Uniti, pur sottolineando che restano irrisolte questioni centrali, a partire da quelle territoriali.

Sul fronte opposto, il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha denunciato pressioni internazionali su Kiev affinché ceda l’intera regione del Donbass alla Russia come condizione per eventuali garanzie di sicurezza.

Nel frattempo, Putin invita alla prudenza anche sul piano economico. In un recente intervento rivolto ai leader aziendali, ha messo in guardia dal rischio di disperdere i profitti extra derivanti dall’aumento dei prezzi energetici, sottolineando la necessità di un approccio “moderatamente conservatore” sia nella gestione pubblica che privata delle risorse.

Un segnale chiaro: tra guerra, pressioni economiche e negoziati incerti, la Russia si prepara a una fase ancora lunga e complessa del conflitto.

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Testata Street Tg Autorizzazione: Tribunale Di Vicenza N. 1286 Del 24 Aprile 2013

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