L’allarme di Coldiretti: campi a rischio con +30% dei costi

“L’esplosione dei costi di produzione fino al 30% scatenata dalla guerra in Iran mette a rischio le produzioni agricole, con rincari a doppia cifra per fertilizzanti e listini delle materie plastiche, rendendo necessarie misure urgenti di sostegno Ue per tutelare le coltivazioni”. Con queste parole il presidente di Coldiretti Vicenza, Pietro Guderzo, interviene sulla situazione che sta drammaticamente coinvolgendo anche l’Italia, in concomitanza con la mobilitazione di tremila agricoltori e pescatori dell’Adriatico al Pala Dean Martin di Montesilvano, in Abruzzo.
Complessivamente, tra energetici, fertilizzanti e antiparassitari, i costi per un’azienda agricola salgono fino al 30%, colpendo soprattutto quelle più meccanizzate. In crescita sono soprattutto i fertilizzanti: l’urea ha registrato rincari di circa il 35% rispetto al periodo pre-conflitto in Iran, con maggiorazioni di oltre a 200 euro a tonnellata, secondo l’analisi Coldiretti sui dati delle Camere di Commercio. Tendenza al rialzo per tutti i prodotti, dal nitrato ammonico al solfato ammonico. “Uno scenario che, come già avvenuto con la guerra in Ucraina – prosegue il presidente Guderzo – evidenzia la vulnerabilità di un’Europa che ha scelto di delocalizzare la produzione di fertilizzanti per motivi puramente ideologici. Da qui la necessità di una svolta radicale, che punti sulla valorizzazione dei concimi naturali come il digestato, ma anche la cancellazione del Cbam, il Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (Cbam), che tassa i fertilizzanti gravando pesantemente sui bilanci delle imprese agricole e, più in generale, mettendo a rischio la sovranità alimentare dell’Unione Europea”.
Agricoltori e cittadini i più penalizzati. I rincari riscontrati sui prodotti al consumo non si trasferiscono però sui prezzi pagati agli agricoltori, che restano la categoria più penalizzata della filiera insieme a cittadini consumatori che ora combattono con i rincari nel carrello. Analizzando i listini Ismea della seconda settimana di marzo di frutta e verdura, per fare alcuni esempi, si nota che le fragole calano del 18%, mele e pere rimangono stabili e i kiwi aumentano dell’1%, rispetto alla settimana precedente. Calano anche carciofi, bieta, finocchi, indivia e lattuga, mentre aumentano carote, cipolle, cavolfiori e cavoli broccolo.










