Il falso scoop dei complottisti su Epstein e il sindaco di New York: come l’IA ha creato il caos sui social

Oltre sei anni dopo la morte di Jeffrey Epstein, la pubblicazione di milioni di documenti d’archivio continua ad alimentare teorie e speculazioni virali. Venerdì 30 gennaio, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha declassificato oltre 3,5 milioni di pagine, comprendenti email, SMS, documenti giudiziari e rapporti di polizia, tra cui 2.000 video e 180.000 immagini, rendendo disponibile il materiale al pubblico per consultazioni.
Tra i contenuti circolati sui social, un caso ha catturato l’attenzione: secondo una teoria complottista americana, Zohran Mamdani, il nuovo sindaco democratico di New York, sarebbe il figlio biologico segreto di Epstein. La voce si basava su foto che mostravano Mamdani e sua madre, Mira Nair, insieme a Epstein e a figure come Bill Clinton, Jeff Bezos e Bill Gates. Il tutto condiviso da teorici della cospirazione, tra cui Alex Jones, che sostenevano l’autenticità delle immagini tramite strumenti di intelligenza artificiale.
Tuttavia, un fact-checking accurato ha smontato la vicenda: tutte le immagini circolate sono state generate da intelligenza artificiale, come confermato da strumenti di rilevamento di Hive Moderation e Google. Non esiste alcuna prova che Zohran Mamdani abbia mai incontrato Epstein o che vi siano rapporti diretti tra lui e il miliardario.
La presenza reale di Mira Nair
Mira Nair, regista e produttrice di origine indiana e madre di Mamdani, compare effettivamente in due documenti del caso Epstein: una email del 2009 e un invito del 2010 per eventi legati al mondo del cinema. Entrambi i riferimenti confermano solo la sua partecipazione come ospite o giurata, senza alcun legame diretto con Epstein. La Nair è nota per premi prestigiosi, tra cui riconoscimenti a Cannes e alla Mostra del Cinema di Venezia, e non esistono documenti che attestino una relazione personale con il miliardario.
La confusione alimentata dai social
Le teorie sul presunto legame tra Mamdani e Epstein hanno ottenuto oltre 20 milioni di visualizzazioni su X, spingendo utenti a diffondere ulteriori contenuti manipolati. Gli esperti ricordano che il Dipartimento di Giustizia ha rilasciato materiale estremamente vasto e complesso, e la presenza di documenti sessualmente espliciti ha contribuito a generare disinformazione e fraintendimenti.
Il fatto evidenzia il rischio crescente di manipolazione tramite IA e di diffusione virale di false correlazioni: basta un’immagine generata artificialmente per creare scoop e teorie senza fondamento, anche su figure pubbliche come il sindaco di New York.
In definitiva, il materiale declassificato rimane una risorsa preziosa per i giornalisti, ma non può essere interpretato come prova di legami personali inesistenti, né tantomeno come conferma di teorie complottiste già smentite.
















