CRONACA – Rubavano nel Vicentino, arrestati tre albanesi

Operazione dei carabinieri della compagnia di Crema (Cremona), che ha portato all’arresto di tre persone, responsabili di diversi furti in appartamento, anche nel Vicentino. L’attività investigativa è iniziata nei primi giorni del mese di gennaio grazie ad alcune segnalazioni fatte da privati cittadini cremaschi che avevano notato aggirarsi con fare sospetto un’autovettura Opel Corsa di colore grigio scuro negli orari e luoghi in cui avvenivano soventi furti in abitazione.
Il mezzo risultava di proprietà ed in uso ad una donna albanese gravata da pregiudizi penali contro il patrimonio già dimorante a Spino d’Adda con un italiano dalla cui unione era nato un figlio. Da circa un anno però la coppia si era separata proprio per le vicissitudini penali che avevano coinvolto l’albanese che si era legata con un altro cittadino albanese dimorante ad Agrate Brianza.
I due soggetti, entrambi con precedenti penali per reati contro il patrimonio, unitamente ad un terzo amico della coppia, sempre albanese, una volta localizzati, sono stati seguiti costantemente e quotidianamente nei loro movimenti da parte di personale del Nucleo Operativo. Lo scopo era quello di riuscire a beccarli nel momento in cui commettevano dei reati.
I loro modus operandi era molto semplice ma altrettanto efficace: uno dei due maschi rimaneva a bordo dell’autovettura e girava per le vie limitrofe allo scopo di segnalare l’eventuale presenza di forze dell’ordine, mentre la donna, spesso in compagnia del figlioletto, svolgeva un’azione cd. “esplorativa”, suonando il campanello delle abitazioni per verificare o meno la presenza dei proprietari di casa. Qualora qualcuno rispondesse al citofono, la donna si giustificava asserendo di aver sbagliato campanello ed alla vista appariva innocua in quanto teneva per mano il figlioletto. In caso contrario, cioè quando la casa era vuota, la donna segnalava l’obiettivo al secondo complice che entrava in azione ed in pochi minuti riusciva a forzare un infisso per poi entrare in casa e portare via gioielli e denaro ivi custoditi. La donna rimaneva comunque poco distante tanto da svolgere un’azione di seconda sentinella, insospettabile, a favore del complice.
Tuttavia, il loro bacino di azione è risultato molto ampio, tanto da percorrere quotidianamente lunghe distanze, raggiungendo, oltre alla provincia cremasca, anche le più lontane provincie venete (Venezia, Vicenza e Verona). Gli investigatori si trovavano così a dover operare in un territorio di competenza non proprio e di conseguenza sconosciuto, dovendo, di volta in volta, chiedere ausilio ai colleghi del posto.
L’attività di pedinamento è proseguita per tre settimane, con grande dispendio di forze visto che i tre soggetti erano soliti intraprendere i viaggi nelle prime ore della mattina per rientrare a sera tardi.
La pazienza e la tenacia ha però premiato gli investigatori dei grandi sacrifici profusi, tant’è che sabato sera 23 c.m., dopo l’ennesimo viaggio, i tre soggetti attenzionati hanno preso di mira alcune abitazioni della provincia di Vicenza (Montebello Vicentino, Montecchio Maggiore e Sovizzo), ove hanno derubato monili in oro, orologi ed abbigliamento per un valore complessivo di circa 30.000, per poi riprendere l’autostrada A4 in direzione di Agrate Brianza. In tale circostanza però, gli investigatori, avendo la certezza della commissione dei furti grazie alla tempestiva collaborazione dei carabinieri di Valdagno e Vicenza, hanno deciso di bloccare il veicolo all’uscita del casello autostradale di Agrate Brianza. Oltre agli equipaggi del N.O. e di alcune delle dipendenti stazioni veniva chiesta la collaborazione ai carabinieri di Monza. I tre albanesi appena usciti dall’autostrada venivano circondati e bloccati senza permettergli alcun tipo di reazione o tentativo di fuga. In loro possesso veniva rinvenuta tutta la refurtiva asportata poco prima nella provincia di Vincenza. I tre sono stati arrestati per furto aggravato e continuato in concorso ed al termine delle formalità di rito, associati al Carcere a disposizione delle Procure di Monza e Vincenza. La refurtiva veniva sequestrata in attesa di essere restituita ai legittimi proprietari.
Il lavoro degli investigatori non è tuttavia concluso, ma adesso si concentrerà essenzialmente sui luoghi ed orari ove il terzetto ha operato nelle scorse settimane al fine di raccogliere indizi e prove utili per poter far emergere delle responsabilità anche in altri furti commessi nelle citate provincie.
Anche in questo caso, richiamando il concetto di sicurezza partecipata, la collaborazione dei cittadini è stata indispensabile e fondamentale per aiutare i carabinieri a raggiungere il brillante risultato operativo. (aggiornamenti)













