Borseggi a Venezia, individuato un altro membro del gruppo: per lui divieto di dimora

Nuovo sviluppo nell’inchiesta sui borseggi avviata lo scorso novembre a Venezia, che conta oltre venti persone indagate. Nella mattinata di oggi è stato rintracciato il tredicesimo presunto componente della rete criminale, un cittadino croato di 22 anni.
Il giovane è stato intercettato a Pesek, al confine tra Italia e Slovenia, appena fuori Trieste, grazie a un’operazione congiunta tra i carabinieri del Nucleo investigativo lagunare e i militari della stazione di Duino Aurisina, con il supporto delle autorità locali. Si tratta del marito di una delle borseggiatrici già coinvolte nell’indagine.
Nei suoi confronti era già stato disposto dall’autorità giudiziaria il divieto di dimora nel territorio metropolitano veneziano. Dopo il rintraccio, la misura è stata confermata: il 22enne non potrà mettere piede nell’area per diversi anni, pena l’arresto immediato.
L’operazione arriva a pochi giorni dall’arresto, avvenuto a Roma, della giovane bosniaca soprannominata “Shakira”, ritenuta figura centrale del gruppo. Secondo gli inquirenti, la donna avrebbe coordinato alcune connazionali, anche minorenni e in stato di gravidanza, imponendo loro obiettivi giornalieri di denaro sottratto, fino a 2.500 euro.
Con questo nuovo sviluppo, scende a sette il numero delle persone ancora da individuare.
Dalle indagini emerge che il ruolo del 22enne croato fosse principalmente di supporto: si occupava del cambio della valuta sottratta ai turisti, spesso all’interno di centri commerciali del territorio, per convertire il denaro straniero in euro e rendere più difficile risalire alle vittime. Inoltre, gestiva anche la logistica del gruppo, accompagnando le borseggiatrici nei principali punti del centro storico, tra piazzale Roma e la stazione ferroviaria di Santa Lucia, dove venivano messi a segno i furti.










