NOVENTA ricorda le foibe e gli esuli giuliani

Venerdì 12 febbraio sarà il giorno del ricordo per Noventa Vicentina. L’assessorato alla Cultura del Comune con la Biblioteca civica hanno organizzato un incontro alle 20 e 45 (in Sala Paradiso di Villa Barbarigo, sede municipale) con Tullio Canevari. Domenica 14 febbraio, invece, dopo la Santa Messa delle 11 vi sarà un momento celebrativo davanti alla lapide in via Vittime delle Foibe. Tullio Canevari è un esule giuliano, consigliere del Comitato provinciale ANVGD di Padova e sindaco del Libero Comune di Pola in Esilio.
Scrive di se stesso nell’Arena di Pola: “Durante i giorni festosi del nostro raduno a Pola, il rinnovato Consiglio comunale ha pensato, e deciso, di eleggermi Sindaco del Libero Comune di Pola in Esilio.
Me lo aspettavo, perché avevo dato la mia disponibilità, ma soprattutto lo temevo perché sento la responsabilità di guidare un’associazione di persone che unisce all’amore immenso per la propria terra natale abbandonata una passione per l’azione e una saggezza intellettuale che la guida nel fare.
Io sono uno dei più giovani ad aver lasciato l’Istria, a nove anni, nel 1946. Sono nato a Pola, anche se i miei genitori vivevano a Brioni, dipendenti di quegli alberghi che erano il segno della splendida vita che vi si trascorreva. In effetti i nove anni passati in quel paradiso terrestre non li posso dimenticare: scuola pluriclasse, giornate in pineta sugli alberi, e in mare in mezzo agli scogli bianchi.
Poi, con l’arrivo dei “drusi”, l’inizio della tragedia: la bandiera con la stella rossa al posto dello stemma sabaudo, il kolo ballato, e fatto ballare nella Tanz-Platz che aveva visto tanti valzer. In Italia, raggiunta Trieste con un viaggio in bragozzo, per me bambino, bellissimo, per studiare, nove anni di collegio: Vigevano, San Benedetto del Tronto e infine Gorizia, nel glorioso “Fabio Filzi” erede di quello di Pisino.
Laureato in architettura a Venezia, ai tempi favolosi di Carlo Scarpa, ho esercitato la libera professione fino a poco tempo fa, a Padova, dove risiedo da anni (…)”.













