SAN PIETRO MUSSOLINO – Sindaco ancora minacciato: "Non ho paura"
“Non ho paura e continuo per la mia strada”. Il sindaco di San Pietro Mussolino, Gabriele Tasso, commenta così l’episodio del messaggio minatorio anonimo che ignoti gli hanno lasciato il giorno di Santo Stefano davanti al municipio. Un messaggio nel quale il primo cittadino viene accusato di essere razzista, di pensare solo agli italiani e lo ‘invitava’ a cambiare linea per non pagarne le conseguenze. Sul fatto stanno indagando i carabinieri. “Queste minacce -ci dice Tasso- confermano che sono andato a mettere ordine dove era giusto farlo. Dimostrano che a qualcuno questa mia linea, che ha il solo obiettivo di mantenere la legalità e tutelare i miei concittadini, non piace a qualcuno. Purtroppo -continua Tasso- nel nostro paese vi sono persone che amano l’illegalità”. Ma da cosa partirebbero esattamente queste minacce?
“In sostanza -dice il sindaco – queste minacce derivano dal fatto che nell’arco di quest’anno ho fatto eseguire controlli severi in alcune zone del Comune abitate da immigrati dove i residenti si lamentavano per la mancanza di decoro e l’illegalità diffusa. Mi riferisco in particolare alle due vie forse più antiche del paese, via Mussolino e via San Pietro Vecchio, dove la concentrazione di extracomunitari è più elevata”.
A quali irregolarità si riferisce?
“Abbandoni di rifiuti, degrado diffuso, mancanza di rispetto del decoro urbano, rumori e chiasso notturno. Ho quindi fatto in modo che quelle zone fossero setacciate con importanti controlli anagrafici e ambientali, e sono state sanzionate diverse irregolarità. Alcune residenti abusivi sono stati anche allontanati. Evidentemente questo mio zelo ha infastidito qualcuno”.
Quali etnie sono presenti nelle zone interessate?
“Nordafricani, indiani, centroafricani”.
Chi provoca più problemi?
“Le dico solo che la polizia locale di Arzignano, con la quale siamo convenzionati, impiega circa 30 agenti. Mi risulta che il loro monte ore viene in gran parte occupato per risolvere questioni relative a persone di etnia indiana. Molto spesso in questa comunità vi sono irregolarità diffuse, dalla vendita illegale di alcolici, all’ospitalità negli alloggi. Si tratta spesso di fastidiose irregolarità amministrative. Nel caso della comunità nordafricana, invece, sono più diffuse le infrazioni di carattere penale”.
Ha dei sospetti sulle minacce?
“Certamente. Ne ho parlato con le forze dell’ordine che stanno indagando”
E’ la prima volta che viene minacciato?
“Dico solo che in passato ho fatto fare controlli su gruppi di marocchini che lanciavano sassi da una zona sopraelevata sulle persone che stavano seguendo eventi sportivi. Poco dopo sono apparse scritte contro di me proprio a fianco degli impianti sportivi”
P.U.














