4 Gennaio 2026 - 10.20

Fine delle regole: Trump, Maduro e il nuovo ordine del rischio globale

Con l’annuncio della cattura di Nicolás Maduro gli Stati Uniti hanno fatto qualcosa di molto più rilevante di un’operazione contro un regime isolato. Hanno attraversato una soglia. Una di quelle che per anni si fingono inesistenti, coperte da formule eleganti – “multilateralismo”, “regole condivise”, “comunità internazionale” – finché qualcuno decide di dire la verità con un fatto.
Oggi quella finzione è saltata.
Un Presidente americano in carica rivendica apertamente un blitz militare diretto, senza mandato internazionale, senza una guerra dichiarata, con un obiettivo politico esplicito: rimuovere un regime.
Non è solo il dossier Venezuela a essere riscritto. È il manuale del rischio globale che cambia edizione.
Il nuovo messaggio è brutale, ma chiarissimo: quando serve, Washington agisce (ed agira?) da egemone sovrano. Le istituzioni si aggirano. Il diritto internazionale diventa opzionale. La deterrenza non passa più da sanzioni lente o da proxy logori, ma da atti diretti, chirurgici, irreversibili.
Non è una questione morale. È una questione di potere operativo.
Per Iran, Corea del Nord, Russia e per l’intero mondo BRICS che sogna multilateralismo e binari monetari alternativi, il segnale è inequivocabile: la distanza geografica non è più una protezione e l’ambiguità strategica americana è finita.
L’ordine globale non è più fondato sulla previsione delle regole, ma sulla velocità della decisione.
In America Latina l’effetto sarà tellurico. Ogni governo dovrà ricalcolare le proprie garanzie di sicurezza, l’esposizione al dollaro, il rischio politico interno.
Altra lezione che emerge con crudezza: l’autoritarismo non protegge più, espone. E lo fa in dollari, petrolio e Credit Default Swaps
Questa non è escalation. È un cambio di fase.
La storia ha appena accelerato.
Dentro questo terremoto geopolitico si muove, spaesata, una parte della sinistra occidentale – e italiana in particolare – che per anni ha difeso, giustificato o minimizzato il regime venezuelano in nome di un antiamericanismo radicale e di un fantomatico “socialismo caraibico”.
Oggi quello schema salta, insieme a Maduro.
E qui a mio avviso sta il punto politico vero, spesso rimosso: il “socialismo autoritario” di Maduro non è mai stato un’anomalia tattica, ma una contraddizione teorica.
Contraddiceva i fondamenti stessi del pensiero socialista moderno, per il quale la libertà non è un accessorio dell’uguaglianza, ma la sua pre-condizione
Il cuore del sistema madurista è sempre stato la delegittimazione totale dell’opposizione. Ogni dissenso trasformato in tradimento. Ogni movimento democratico ridotto a strumento dell’“estrema destra” o del “colonialismo americano”.
La persecuzione di María Corina Machado – leader di Vente Venezuela e premio Nobel per la Pace 2025 – ne è il simbolo più limpido.
Accusata di cospirazione, criminalizzata come agente straniero, usata per costruire una narrazione tossica che equipara la libertà politica all’imperialismo.
È una logica che nulla ha a che fare con la tradizione della sinistra italiana.
Da Gramsci a Bobbio, da Rosselli a Togliatti, la trasformazione sociale è sempre stata pensata come ampliamento della libertà, della cultura civile, della partecipazione.
Il modello venezuelano, che confondeva il Popolo con il Partito, e lo Stato con l’apparato di sicurezza, era dunque antitetico alla nostra storia politica, della sinistra democratica europea.
Il madurismo non era la continuità del socialismo: era la sua negazione autoritaria e criminalizzata.
Non era un’alternativa al neoliberismo, ma la sua immagine speculare: un sistema oligarchico criminale, retto dal clientelismo, dalla violenza e – sempre più spesso – dal narcotraffico.
Difendere la democrazia venezuelana non significa aderire all’imperialismo americano. Significa difendere la stessa idea di libertà che in Europa pose fine al nazifascismo.
E forse questa vicenda costringe la sinistra a una resa dei conti necessaria: smettere di confondere l’antiamericanismo con l’emancipazione, ed il potere autoritario con il socialismo.
Solo una sinistra che sappia tenere insieme giustizia sociale, diritti umani e legalità democratica può ancora dirsi erede di una grande tradizione.
Tutto il resto è ideologia di copertura.
Ed oggi, anche quella è stata “catturata”.

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Testata Street Tg Autorizzazione: Tribunale Di Vicenza N. 1286 Del 24 Aprile 2013

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