VICENZA – Post basilica: Goldin 'bocciato' a Brescia
Chiusa Vicenza si chiude, in anticipo, anche Brescia. Dopo la mostra in Basilica Palladiana “Tutankhamon Caravaggio Van Gogh. La sera e i notturni dagli Egizi al Novecento”, targata Linea d’Ombra, società fondata e diretta da Marco Goldin, arriva il no di Brescia al grande organizzatore di mostre nazional-popolari. Non sono valsi i messaggi esultanti sui numeri realizzati a Vicenza perché Brescia avrebbe rifiutato una proposta di Linea D’Ombra. Il motivo, in sintesi, troppi soldi. Secondo quanto riportato dall’edizione bresciana del Corriere, Goldin starebbe lavorando su uno dei suoi evergreen, un asso nella manica dal consenso assicurato: la famosa mostra del ventennale, omaggio agli Impressionisti, con una stima di 300-350mila visitatori, 150 opere (con diversi capolavori), 5,3 milioni di budget (di cui 1,3 solo per le assicurazioni) e una copertura da parte degli sponsor per 4,9 milioni. I restanti 400mila a carico del Comune ospitante. Durata complessiva 5 mesi, durante i quali si pensava di affiancare all’evento un’altra esposizione – stavolta curata da Brescia Musei – dedicata alla pittura lombarda fiorita nel periodo impressionista.
L’esito della proposta? Negativo. Nonostante la quasi totale copertura dei costi da parte dei privati e il successo in biglietteria praticamente garantito, la mostra non si farà. Non a Brescia. Così avrebbe deciso il sindaco Emilio Del Bono. Le motivazioni le dà il vicesindaco e Assessore alla Cultura Laura Castelletti: “Quando ho preso in mano Brescia musei dopo i disastri precedenti di Artematica, abbiamo scelto una strategia culturale diversa, che punta a valorizzare il patrimonio, a far crescere in modo costante i visitatori dei musei bresciani per stabilizzarli entro tre anni a 230-250mila, senza i picchi straordinari garantiti dalle mostre di Goldin, seguiti però da cadute precipitose”.
Insomma, stando alla ricostruzione del Corriere, il problema starebbe nelle “risorse”, che “non sono più quelle di una volta”, e nel timore di una politica culturale fatta di costosissimi spot nazional-popolari e di scarsa continuità. Come dire: meglio spalmare 400mila euro in percorsi di valorizzazione del patrimonio e in progetti piccoli da mettere a sistema, che non in un unico mega evento, per altro importato da una grande fabbrica sforna-kolossal. Questa la direzione presa dalla giunta a guida Pd.
Arrigo Abalti

















