6 Aprile 2026 - 20.41

Pasquetta al Parco della Pace: tra tovaglie, palloni, brutta musica. Ma il parco è la cosa più bella fatta a Vicenza da anni

Giuseppe Balsamo

Diciamolo subito, così nessuno si offende e tutti arrivano fino in fondo: il Parco della Pace di Vicenza è, probabilmente, la cosa più bella realizzata in città negli ultimi anni. E proprio per questo, a Pasquetta, è stato letteralmente preso d’assalto da migliaia di persone.

Missione relax, risultato caos organizzato. Famiglie, gruppi di amici, bambini in modalità “non si fermano mai” e adulti già in fase digestiva avanzata. Il tutto distribuito su uno spazio enorme che, per fortuna, riesce a contenere (alla grande) l’invasione. Se alcuni punti erano a dir poco trafficati, altri regalavano spazio. Lo sappiamo, direte: “Ecco i soliti vicentini che si lamentano appena si fa qualcosa”. In realtà, in un città dove la vita sociale e le occasioni di incontro collettivo lasciano a desiderare (a parte le feste biancorosse), ben venga tutto questo! Anche perché, vale la pena ricordare che tutto è soggettivo. Se c’è chi cerca una pausa nel verde e non vuole vedere gente, vi è anche chi cerca la festa.

Le tovaglie raccontano storie diverse: dal panino veloce al picnic degno di una cerimonia in stile “Castello delle Cerimonie”, con piatti coordinati, portate multiple e dolci scenografici. Accanto, immancabili, le griglie improvvisate che diffondono nell’aria un profumo continuo di carne alla brace.

E poi lei, la colonna sonora: musica spesso orribile e martellante, sparata con una convinzione incrollabile. Un mix di hit estive fuori tempo massimo e bassi che rimbalzano da un gruppo all’altro, creando una specie di festival non richiesto.

Nel frattempo, i palloni volano. Ovunque. Partite improvvisate, tiri sbilenchi, traiettorie imprevedibili: stare seduti tranquilli diventa uno sport estremo.

Certo, non è ancora il paradiso naturale: tanto asfalto, pochi sentieri veri e un’ombra che si fa desiderare (gli alberi sono ancora giovani e ci sono ampie zone a prato che potrebbero regalare più ombra). Per ora, chi cerca boschi e silenzi veri, probabilmente guarda alle colline lì vicino.

Eppure il punto è proprio questo: nonostante tutto, funziona. Il parco è enorme, aperto, ti permette di camminare a lungo senza sentirti intrappolato. E soprattutto lascia intravedere un futuro diverso.

I laghetti, ad esempio, sono già pieni di vita: uccelli, pesci, anfibi, insetti. La natura si sta facendo strada, lentamente ma con decisione. Oggi è un equilibrio imperfetto tra urbano e verde, domani potrebbe essere molto di più.

Poi c’è quella presenza un po’ ingombrante, quasi inquietante: la vicina base americana, che osserva tutto dall’alto. Un paradosso storico difficile da ignorare. Lì vivono quelli che oggi l’occidente considera ormai ex alleati, gli stessi che durante la Seconda guerra mondiale contribuirono a distruggere Vicenza. Eppure, sempre loro, hanno reso possibile anche la nascita di questo parco, come compensazione per la seconda base militare in città.

Contraddizioni, rumore, asfalto e vita che cresce. Il Parco della Pace è tutto questo insieme ed è bellissimo.

E alla fine, tra una risata, una passeggiata e l’ennesimo pallone schivato, ti accorgi che sì: ne vale la pena.

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Testata Street Tg Autorizzazione: Tribunale Di Vicenza N. 1286 Del 24 Aprile 2013

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