Il serpente più lungo del pianeta scoperto in Asia: il record che fa tremare anche gli scienziati

Un record da brividi per chi non ama i serpenti. Mercoledì 4 febbraio 2026, il Guinness dei Primati ha confermato che il titolo di serpente selvatico più lungo del mondo resta imbattuto: protagonista è una femmina di pitone scoperta sull’isola di Sulawesi, in Indonesia, lunga almeno 7,22 metri. Per rendere l’idea: è quasi quanto una porta da calcio regolamentare (7,32 metri, da palo a palo) oppure l’equivalente di sei portatori e mezzo allineati.
La misurazione, precisa il Guinness, non è stata effettuata sotto anestesia. Una scelta dettata dal fatto che l’anestesia viene utilizzata solo per motivi di sicurezza o durante procedure mediche. Ma proprio questo dettaglio rende il dato ancora più impressionante: secondo il Guinness, se il serpente fosse stato completamente rilassato sotto anestesia, avrebbe potuto misurare almeno il 10% in più, portando la lunghezza reale vicino ai 7,9 metri.
Il pitone è stato anche pesato: 96,5 chili, l’equivalente di un panda gigante adulto. Anche in questo caso, il valore potrebbe essere sottostimato, poiché l’animale non aveva consumato un pasto abbondante di recente. Dopo un banchetto, spiegano gli esperti, potrebbe superare senza difficoltà i 100 chili.
La femmina, battezzata “Ibu Baron” – “la Baronessa” in italiano – è stata accolta da un naturalista e ambientalista locale che vive a Maros, in Indonesia, e che ospita diversi serpenti nella propria proprietà, come riportato nel comunicato ufficiale.
In Indonesia, questi pitoni giganti sono considerati potenzialmente pericolosi per il bestiame, per gli animali domestici e anche per l’uomo. Pur non essendo velenosi, sono in grado di uccidere le loro prede soffocandole, avvolgendosi attorno al corpo. Per questo motivo, quando si avvicinano alle aree abitate, vengono spesso cacciati e uccisi.
Secondo Diaz Nugraha, guida naturalistica, soccorritore ed esperto di serpenti che ha esaminato “la Baronessa”, gli avvistamenti di esemplari giganti stanno aumentando: «Questi serpenti compaiono sempre più spesso perché i loro habitat si stanno riducendo e le fonti di cibo abituali, come i cinghiali, stanno diminuendo, molto probabilmente a causa del bracconaggio». Nugraha si batte per una maggiore protezione delle foreste, habitat naturale dei pitoni, e per il divieto di ucciderli nelle aree protette.
Un dato che fa impressione, ma che racconta anche un’altra storia: quella di un equilibrio naturale sempre più fragile, dove record da Guinness e convivenza con l’uomo finiscono per scontrarsi.
















